Sicurezza
Ricorso in appello per i soldi degli oneri
Peep di via Busoni, il Comune ha deciso di dare battaglia alla UnipolSai che non onora la polizza per le opere non realizzate da una cooperativa fallita
MONTESPERTOLI. Il Comune ricorre in appello contro Unipolsai, rinnovando la richiesta di 245mila euro per non aver pagato la polizza relativa alla mancata realizzazione delle opere di urbanizzazione nell'area Peep di via Busoni. In primo grado l'amministrazione ha visto respingere le proprie richieste con la motivazione della prescrizione. Ma la giunta non ci sta.
«Per noi questa decisione non è fondata - spiega il sindaco Giulio Mangani - abbiamo deciso di andare avanti. Sono soldi che ci spettano e su cui facevamo conto, anche per poter terminare le opere di urbanizzazione previste che non sono state realizzate dalla cooperativa edilizia fallita».
La delibera che formalizza la decisione specifica che «la sentenza lede gravemente l'interesse del Comune che, privato della garanzia assicurativa, si vede costretto a sopportare il danno del parziale inadempimento del soggetto obbligato. Esistono fondati motivi per ritenere che la sentenza di primo grado si basi su un'erronea valutazione della decorrenza del termine di prescrizione».
La vicenda riguarda, come accennato, un lotto da 30 abitazioni di edilizia economica e popolare nella area tra via Bassi e via Busoni. La costruzione partì nel 1992, ma dopo alcuni anni il cantiere si bloccò a causa del fallimento della ditta costruttrice.
Alla finestra rimasero 30 famiglie che non potettero accreditarsi come proprietari della abitazioni, oltre al Comune che non vide realizzate le opere di urbanizzazione previste. Solo nel 2014, dopo anni di ritardi e di lungaggini burocratiche legate alle procedure giudiziarie, i curatori fallimentari riuscirono a firmare il contratto per la cessione delle proprietà. Nel febbraio 2015 sono state sottoscritte le singole documentazioni che hanno definitivamente risolto la titolarità delle famiglie. All'amministrazione, invece, sono rimaste le aree dove dovevano essere realizzate le opere: verde pubblico, illuminazione e marciapiedi. Opere che l'ente pubblico sta completando, con propri fondi.
Per sanare quest'ultimo, risarcendo il Comune degli investimenti non dovuti, sarebbe dovuta intervenire la compagnia assicurativa con la quale la cooperativa costruttrice aveva stipulato una polizza di fidejussione che serviva a garantire il pubblico in caso di mancato completamento dei lavori. Una fattispecie che si è verificata, con il fallimento della cooperativa edile. A quel punto però, visto il lungo periodo trascorso dalla stipula della polizza, la compagnia assicurativa ha negato l'escussione. Così l'amministrazione comunale si è rivolta al Tribunale.
Marco Pagli
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