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Empoli

Ex Opera Pia, il rilancio è appeso ai bandi comunali

di Marco Sabia
Ex Opera Pia, il rilancio è appeso ai bandi comunali

A settembre la raccolta dei progetti per riqualificare e dare in gestione tredici poderi e il patrimonio immobiliare

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FUCECCHIO. Saranno decisivi i prossimi mesi per il destino dell'ex Opera Pia di Fucecchio: a settembre, infatti, l'amministrazione comunale aprirà un avviso pubblico per la raccolta di progetti, non vincolanti, per il recupero e la riqualificazione di questo immenso patrimonio immobiliare e boschivo.

E da gennaio, invece, anche in base alle manifestazioni d'interesse pervenute, saranno pubblicati i veri e propri bandi per la gestione dei tredici poderi.

E' questo l'inizio della fase più propriamente operativa del progetto di rilancio dell'Opera Pia, voluto dall'amministrazione, che nel frattempo ha già commissionato e concluso tutto un processo partecipativo (grazie ad un finanziamento regionale) che ha dato le prime indicazioni su come muoversi per questa auspicata rinascita.

Sociolab (la cooperativa incaricata) in sei mesi ha portato avanti un processo di ascolto, ricevendo anche portatori d'interesse e potenziali investitori, oltre a sentire le opinioni della popolazione su questo immenso quanto complesso patrimonio ereditato dal Comune nel 1999.

Le proposte - anche da giovani imprenditori e agronomi - hanno riguardato soprattutto la vocazione agricola, perchè una eventuale "resurrezione" partirà presumibilmente dall'agricoltura, magari svincolando i terreni dagli immobili che vi sono presenti, che richiederebbero grossi investimenti e che - almeno per ora - rimangono vincolati dalla Soprintendenza.

Proprio per questo - di concerto con la Soprintendenza di Firenze - gli uffici di via Lamarmora dovranno tentare una declassificazione degli immobili , modificandone anche la destinazione d'uso da ricettivo-turistico ad agricola e non solo.

Per fare ciò servirà approntare una variante all'attuale regolamento urbanistico. In poche parole gli immobili non dovranno per forza essere trasformati in strutture ricettive e turistiche, a differenza di quanto tentato fino a qualche anno fa, quando l'allora sindaco Claudio Toni lanciò il faraonico progetto del mega resort dell'Opera Pia, che non è mai decollato, anche perchè nel frattempo è sopraggiunta la crisi. Ora si vola più bassi ma l'intenzione rimane quella di restituire un futuro a questi poderi che nell'insieme coprono 180 ettari fra le Cerbaie fucecchiesi.

La fase operativa sarà rafforzata dalla costituzione di una conferenza di servizi interna per favorire un iter istruttorio più snello e una valutazione dei progetti e dalla costituzione di un tavolo inter-istituzionale per accompagnare le strategie di sviluppo anche dopo la conclusione del percorso partecipativo.

Saranno valutati più positivamente i progetti con ricadute sociali e, in particolare, quelli che prevedono la collaborazione con aziende e enti già presenti sul territorio. La durata delle concessioni potrà andare da un minimo di 20 anni fino ad un massimo di 50 anni con possibilità di rinnovo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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