La manifestazione
Stelle e fuochi per la notte del trionfo
Palio, in 500 alla festa della vittoria di Massarella: ovazioni per Matato «il cavallo che vola» e Gingillo
FUCECCHIO. Chi l'ha detto che la festa rimandata, finisce sciupata? La contrada Massarella dai colori azzurro rosa, per festeggiare la vittoria del Palio 2016 ha messo a tavola sabato sera 530 persone, su una popolazione di circa 800 anime, con 80 persone in cucina a preparare i piatti. Tra gli ospiti anche il mossiere Gennaro Milone. Il bravo speaker Giacomo Rosati, dopo aver rimarcato che "vincere il Palio è la cosa più bella, perché resterà nella storia di Massarella» ha chiamato sul palco i rappresentanti degli “ortolani coraggiosi”. E ha spiegato che «quest'anno la contrada ha deciso di rompere la tradizione, di rinunciare allo scambio di targhe, e ha proposto anche alle altre contrade di contribuire insieme per una donazione alla Casa di Ventignano. Sul palco i rappresentanti delle contrade, insieme a Eluisa Lo Presti, rappresentate del centro autismo, ed è partito l’applauso a Marino Lupi, presidente e artefice di questa meritevole associazione. E' seguita la premiazione ufficiale da parte dell'amministrazione comunale e del consiglio delle contrade, con i complimenti del sindaco Alessio Spinelli «massigiano come noi» ha aggiunto lo speaker e di Massimo Billi presidente del Palio Tra le immancabili curiosità, la presenza di Maurizio Ciampalini, in arte il "Mago Ciampa" che ha indovinato la profezia su vincitrice Massarella.
Una contrada che raggiunge un obiettivo così importante ha sempre alle spalle un consiglio direttivo che lavora tutto l'anno. Il cavallo Matato brucava l'erba tranquillo, il "suo" l'aveva già fatto. Il capitano Alildo Boschi aveva promesso un palio super rock, e così è stato. Ogni vittoria ha i suoi artefici: per il gruppo stalla di quest'anno: Luca di Cicco, Imerio Cucini, Rossano Morini, Andrea Corpaccioli, Emanuele Lazzeretti, Mario Pellegrini e Federico Baronti. Tutti questi hanno ricevuto un premio dal capitano Alildo Boschi e dal barbaresco Benedetta Boncristiani. Una ovazione per il fantino Zedde Gingillo che ha raccontato la volata che in finale l'ha portato a vincere il cencio. E qualcuno ha aggiunto a voce alta "Matato è un cavallo che vola", come si è visto nel replay televisivo. Applausi anche per Alessandro Talini, e per Alildo Boschi, capitano da 6 anni. Che dopo 12 anni di attesa ha dato al popolo massigiano il quinto cencio. «Ma faremo posto nella sede ad altri trofei - ha concluso il presidente Ferrero Rosati - e continueremo con goliardìa, perché noi non siamo una contrada, ma la contrada contadina, padulana, e poi anche noi stessi ortolani coraggiosi, che sanno farsi valere». Poi i fuochi d'artificio hanno illuminato il cielo. Era notte fonda, ma nessuno aveva sonno, grandi e piccoli, nel ricordo di una vittoria strameritata.
Luciano Gianfranceschi
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