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Empoli

Arrestati mentre annaffiano la piantagione di marijuana

Arrestati mentre annaffiano la piantagione di marijuana

Blitz dei carabinieri, nei guai due uomini che coltivavano le piante vicino alla draga della Tinaia ma anche sul balcone e nella serra realizzata all’interno di una stanza di casa a Empoli

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EMPOLI. Sono andati ad annaffiare le loro piante di marijuana. Ma si sono ritrovati di fronte i carabinieri, che li hanno arrestati. Tuttavia i loro guai non sono finiti lì, perché sono scattate le perquisizioni nelle loro case, dove sono spuntate altre piantine, su un balcone e in una piccola serra. I "coltivatori", di 32 e 39 anni, sono entrambi di Empoli. A far scattare la trappola sono stati i carabinieri della stazione di Montelupo, che da alcuni giorni effettuavano appostamenti nella zona della draga alla Tinaia. I militari avevano scoperto la piantagione e così hanno iniziato una serie di servizi per risalire ai proprietari.

Intorno alle ore 19.30 di martedì si sono presentati due uomini che, dopo aver preso dei secchi nascosti nella vegetazione, hanno iniziato ad annaffiare le loro piantine. Ed è subito scattato il blitz dei militari montelupini, con i due che sono stati arrestati in mezzo alle loro quindici piantine alte circa 1,60 metri. E - una volta identificati i due “proprietari” della piantagione - sono scattate le perquisizioni, prima personali e poi a domicilio.

Il trentanovenne era in possesso anche in di un grammo di eroina mentre nella sua abitazione sono stati trovati un barattolo in vetro contenente circa sessanta grammi di marijuana, un contenitore nero contenente ventisette semi, la somma contante di 390 euro (ritenuta dagli inquirenti provento dell’attività illecita) ed infine, nel locale antibagno, una piccola serra della medesima sostanza provvista di deumidificatore, lampade alogene e ventilatore che servivano ad alimentare undici piantine.

Invece il trentaduenne coltivava anche tre piantine di marijuana sul balcone di casa sua insieme ad altre ornamentali. I due sono stati arrestati per coltivazione e detenzione di droga, in concorso. Ora si trovano nel carcere fiorentino di Sollicciano.

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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