Il Tirreno

Empoli

Addio al “Maresciallo” di Vinci

Sammartino, ex consigliere comunale, è morto il giorno del suo 63° compleanno

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VINCI. "Il Maresciallo", perché tutti a Vinci lo chiamavano ancora così, non ce l'ha fatta. La terribile notizia è arrivata nella città del Genio nella mattina di ieri: Domenico Sammartino, luogotenente dell'Arma dei carabinieri per oltre vent'anni comandante della stazione di Vinci e da qualche anno in pensione, è morto nel giorno del suo 63° compleanno, a causa di una grave malattia. Sammartino è stato prima di tutto un carabiniere; un uomo con un fortissimo senso della missione che andava a compiere e per la quale rischiava tutti i giorni, un uomo con la schiena dritta e un profondo senso del dovere. Sono stati molti i momenti in cui le cronache hanno parlato delle delicate operazioni da lui guidate contro organizzazioni criminali e contro criminali comuni. Ha servito il suo paese anche impegnandosi in rischiose operazioni di peace-keeping all'estero. A noi piace ricordarlo in una delle ultime importanti operazioni da comandante dei carabinieri, quando nel 2005 si era impegnato da subito a non dare tregua ai ladri che avevano trafugato la statua lignea della Madonna di Petroio. Il sottufficiale mantenne la promessa, visto che con i suoi uomini dopo serrate indagini era riuscito a recuperare in una brillantissima operazione l'immagine devozionale simbolo della chiesa. Fu grande la festa per ringraziare coralmente i carabinieri, ancora una volta in prima linea al fianco della gente. Nella sua lunga permanenza a Vinci aveva stabilito legami profondi; per tanti padri di ragazzi vinciani era stato un’ancora di salvezza nell'educazione dei figli. Ironico, sempre pronto a replicare alla battuta, tagliente e diretto nei giudizi ma sempre estremamente rispettoso delle istituzioni. Aveva voluto, raggiunta la pensione, mettersi nuovamente al servizio della propria comunità, candidandosi a consigliere comunale ed era stato eletto nell'assise cittadina nel 2009. «Mimmo - ha ricordato Maurizio Pini - era un mio grande amico. Ci accomunavano diverse cose e anche lo stesso ideale politico; insieme siamo stati in consiglio comunale a Vinci dove lo ricordo come un fustigatore inflessibile della politica dell'amministrazione comunale e dei suoi compromessi. "Ricordati Maurizio che molti dei ragazzi di vent'anni che nel 1943 si sono arruolati nella Rsi - mi diceva spesso - erano coscienti che la guerra era persa, ma l'onore e la parola data li portavano a fare questa scelta, e il mio senso di patria mi impedisce di non guardare quello che avviene oggi, e di denunciarlo». Anche l'onorevole Dario Parrini ha ricordato l'uomo: «È una notizia che mi addolora ed esprimo a tutta la sua famiglia il mio sincero cordoglio. Conoscevo Sammartino da tanti anni. Desidero sottolineare, in particolare, la professionalità e la dedizione all'Arma con cui ha guidato, per lunghi anni, la stazione dei carabinieri di Vinci, dimostrandosi sempre attento ai problemi della città. Ricordo anche il vigoroso contributo che, successivamente, nella veste di esponente politico, dette alla discussione in consiglio durante il mio secondo mandato come sindaco». Profondo cordoglio «da parte di tutta l'amministrazione comunale» è stato espresso dal sindaco Giuseppe Torchia.

Paolo Santini

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