Il Tirreno

Empoli

crisi e disagio

Abusivi nelle case sociali, cinque famiglie “espulse”

di Marco Pagli
Decine le famiglie  a caccia di un  alloggio di emergenza (foto d’archivio)
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Decine le famiglie a caccia di un alloggio di emergenza (foto d’archivio)

Erano assegnatarie di alloggi per l’emergenza abitativa ma i termini sono scaduti. L’Unione dei Comuni dell'Empolese Valdelsa, alle prese con un boom di richieste, costretta al pugno duro

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EMPOLI. L'ufficio per le politiche abitative dell'Unione ha emesso cinque ordinanze contro altrettante famiglie che non hanno lasciato l'alloggio, dopo che era scaduto loro il periodo concesso per l'emergenza abitativa.

Le ordinanze di rilascio forzoso degli alloggi sono arrivate pochi giorni fa e intimano alle famiglie di lasciare i luoghi di accoglienza entro un termine che varia tra i quindici e i trenta giorni. Si tratta di famiglie che si sono trovate in una situazione di emergenza abitativa e che sono state prese in carico dal servizio politiche abitative dell'Unione dei Comuni. Ad ognuna di esse è stato dato un termine, in alcuni casi soggetto a proroga in base alla situazione, entro il quale l'alloggio sarebbe dovuto essere lasciato. Un termine che, evidentemente, non è stato rispettato e di conseguenza è arrivata l'ordinanza che comanda «a tutti gli ufficiali giudiziari che siano richiesti e a chiunque spetti di mettere ad esecuzione il presente titolo, al pubblico ministero di darvi assistenza e a tutti gli ufficiali della forza pubblica di concorrervi quando ne siano legalmente richiesti».

Il provvedimento ha carattere esecutivo e non ammette ulteriori proroghe. Tuttavia, le famiglie possono presentare ricorso al Tar o ricorso straordinario al Capo dello Stato. La prima ordinanza riguarda una donna con tre figli a carico, posta in un alloggio di Montelupo, la cui permanenza era scaduta a gennaio scorso. La seconda, invece, un uomo accolto nel centro per le emergenze abitative "Il Focolare" di Fucecchio. Il termine, per due volte prorogato e una terza volta rigettato, era scaduto alla fine di febbraio scorso. Sempre a Fucecchio, nel centro per le emergenze abitative "Il Tetto del Mondo", è ospitato un altro nucleo familiare per cui è scattata l'ordinanza di rilascio forzoso. In questo caso il periodo accordato era scaduto a febbraio scorso a seguito di un nuovo diniego di una proroga. Un'altra ordinanza riguarda una famiglia con due figli ospitata in un alloggio di Montelupo. Il termine era scaduto a metà marzo scorso. Infine, l'ultima è ancora in un alloggio di Montelupo. Destinataria è una donna con due figli a carico, i cui 12 mesi accordati sono scaduti nel febbraio scorso. Lo scorso anno la commissione per l'emergenza abitativa dell'Unione, istituita nel 2014 e che lavora a stretto contatto con i servizi sociali, prese in carico oltre 160 richieste da parte di famiglie in condizione di disagio. Un numero che, in base alle prime stime, sicuramente non diminuirà quest'anno. A tale proposito sono stati individuati vari percorsi dedicati che permettano di affrontare le diverse situazioni. La condizione di emergenza non dà diritto all'assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Essa è riconosciuta nei casi di sfratto esecutivo per morosità o per finita locazione, rilascio forzato dell'alloggio per altre cause, difficoltà a sostenere il pagamento del canone di locazione, abitazione in alloggio improprio, difficoltà a reperire un alloggio sul mercato privato. Compatibilmente con le risorse a disposizione la commissione può optare per la concessione di contributi economici o l'assegnazione temporanea di soluzioni abitative per l'emergenza. In quest'ultimo caso gli alloggi messi a disposizione sono assegnati per brevi periodi di tempo, dai 3 ai 6 mesi (prorogabili a discrezione della commissione), che sono ritenuti idonei a tamponare l'emergenza e dare la possibilità ai nuclei interessati di trovare soluzioni alternative e avviare un percorso di autonomia. Gli alloggi sono quasi esclusivamente in coabitazione e la precedenza viene data a madri e minori.

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