Attenzione
Rigori maledetti, io sto con Pellè - Il commento
L'attaccante ha provato a innervosire l’avversario, ha provato a prendersi un piccolo vantaggio in una sfida psicologica
Ha sbagliato, Pellé. Ha sbagliato perché ha calciato fuori, e neanche di poco, un rigore che poteva valere l’impresa. Ha sbagliato perché dopo il palo di Ozil il suo tiro poteva davvero valere una semifinale. È ingiusto e fin troppo facile, però, ora prendersela con quel gesto. Quel “cucchiaio” mimato (purtroppo solo mimato) a Neuer prima di calciare. Gli hanno detto di tutto, al povero Pellé. Sbruffone, ragazzino viziato, fenomeno da baraccone tanto per restare agli epiteti ripetibili. Eppure in quel gesto di sfida c’era anche altro. Certo, visto l’esito poteva risparmiarselo e su questo non ci sono dubbi. Ma ci ha provato. Ha provato a innervosire l’avversario, ha provato a prendersi un piccolo vantaggio in una sfida psicologica che lo vedeva forse sconfitto in partenza. Pellé non è un rigorista, non lo è mai stato. Né l’Italia ne aveva altri, ad onor del vero. In più davanti non aveva uno qualunque, ma un’autentica montagna da scalare. Bisogna esserci lì, su quel dischetto che dista 11 maledetti metri dalla gloria. Bisogna ritrovarsi con il pallone in mano, la pressione di un popolo che ti guarda e il pensiero di dover superare un armadio a quattro ante che saltella sulla linea di porta con lo sguardo del serial killer pronto a colpirti. Lui, l’attaccante azzurro, ha tentato a modo suo. Non è andata e ha rimediato una brutta figura ma infierire è sbagliato.
E’ banale, è vero, citare sempre e comunque “La leva calcistica della classe 68”, ma è difficile non pensare alle parole del poeta De Gregori: “Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore un giocatore lo vedi dal coraggio dall'altruismo e dalla fantasia”. Ecco, Pellé queste doti ce la he messe tutte, nel suo ottimo europeo. Altruista e coraggioso lo è stato durante tutte le partite, la fantasia ha provato a mettercela su quel dannato rigore. Voleva e poteva regalarci un sogno, invece lo ha infranto. Ma dentro quel gesto c’è forse molto del sorprendente europeo della squadra di Conte. Un esercito di Franceschiello in partenza, come l’ha definito Gigione Buffon, un orda di assatanati capaci di tenere testa alla nazionale più forte del mondo, come si è visto contro la Germania. L’italietta è diventata Italia, insomma. E Pellé non ha niente ma proprio niente di cui vergognarsi…
VIDEO Gli errori di Zaza e Pellè
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