Il Tirreno

Empoli

Prostitute di giorno tra case e aziende

di Alessandro Marmugi
Prostitute di giorno tra case e aziende

Via Giuntini alle prese con il via vai di ragazze e clienti

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EMPOLI. Passeggiano con disinvoltura tra i capannoni in abiti succinti, in pieno giorno. In particolare al mattino e soprattutto nell’orario della pausa pranzo. Proprio quando c’è un gran via vai di macchine e si può trovare qualche cliente in più. Succede nella zona artigianale di Pontorme a Empoli, dove da qualche settimana dilaga il fenomeno della prostituzione. E anche questo spicchio di città, dove hanno sede alcune delle più grandi aziende del territorio e catene della grande distribuzione deve fare i conti con il degrado, complice anche lo sporco che interessa alcune aree verdi che si trovano nei paraggi.

Le “lucciole” negli ultimi anni a Empoli non sono mai mancate, ma raramente si era visto un movimento del genere in pieno giorno in una zona così trafficata. E da qualche settimana a questa parte il fenomeno sta decisamente dilagando, basta fare un giro per accorgersi di quale sia la situazione. Le prostitute, quasi sempre ragazze africane, arrivano intorno alle 11 di mattina e si sistemano nei pressi dei parcheggi e nelle aree di sosta che si trovano tra i capannoni. Con loro portano sempre grosse borse e coperte.

Poi iniziano il loro giro transitando da via Giuntini fino ad arrivare a via Cherubini. Da lì arrivano poi sulla statale 67 fino a tornare nella zona artigianale in cerca di clienti disposti a fermarsi. E non sono pochi quelli che decidono di intrattenersi anche per pochi minuti. Il via vai maggiore avviene durante l’ora della pausa pranzo. Camionisti che sono di passaggio, qualche auto che cerca di non dare nell’occhio e anche qualcuno che si avventura addirittura in bicicletta.

Tutti pronti ad un fugace rapporto sessuale da consumare rinchiusi in auto oppure nei campi o tra gli arbusti che si trovano tra la ferrovia e la Fi-Pi-Li. Trenta, a volte anche venti euro per qualche attimo di piacere per poi andarsene via, o magari chissà ritornare al lavoro. Davanti agli occhi sbigottiti dei residenti dei condomini che si trovano nelle vicinanze o dei tanti clienti che vanno a fare compere nei grandi negozi che si trovano all’interno dell’area.

Ma la prostituzione non è l’unico problema che affligge l’area. Gli spazi verdi che si trovano nei pressi dei capannoni sono continuo bersaglio dei furbetti della differenziata. Già qualche settimana fa in un piccolo parcheggio dietro allo stabilimento Sammontana abbondavano i sacchetti dell’immondizia, alcuni dei quali abbandonati da alcune carovane di rom che periodicamente sostano in maniera abusiva negli spazi riservati invece ai lavoratori e ai camion. Adesso l’area continua ad essere piena di sacchetti dell’immondizia abbandonati, di rifiuti sparsi per terra. Bottiglie, lattine e cartacce sono in bella mostra a brodo strada. In un angolo i resti di quello che probabilmente era un mobile di legno sono accatastati per terra in mezzo agli arbusti, mentre poco più avanti mattoni, mattonelle e cemento, residui di rifiuti edili sono stati scaricati a terra fino a formare una sorta di piccola piramide. Insomma tra immondizia e prostituzione la zona artigianale di Pontorme non vive certo i suoi giorni migliori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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