Il Tirreno

Empoli

Il Pd ostaggio delle diverse anime intorno al referendum

di Giacomo Bertelli
Il Pd ostaggio delle diverse anime intorno al referendum

Giusto dare spazio al Comitato del No alla festa dell’Unità? A Certaldo parte la domanda e manda in tilt il partito

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CERTALDO. Il referendum costituzionale tocca da vicino il Partito democratico certaldese in netto anticipo rispetto all’autunno: già si animano le diverse parti in seno alla stessa tradizione e organizzazione politica. Fino a scavare, a delimitare con forza le varie posizioni in vista della Festa dell'Unità. Andando oltre alle indicazioni del sì espresse dal segretario del partito nonché premier, Matteo Renzi, ci si pone un interrogativo grazie a una lettera che è arrivata dal Comitato del Sì sul tavolo dello stesso Comitato del Sì.

Una lettera che ad oggi deve vedere ancora una risposta e che suona come una vera e propria sollecitazione perché "alle Festa dell'Unità le ragioni del sì dovranno essere affiancate a quelle del no per non urtare le suscettibilità di nessuno". Così recita l'intervento di un tesserato del Pd della sezione di via Roma a Certaldo. Parole che ad oggi non hanno avuto risposta e che vogliono evitare la volontà di “tenere il freno a mano per evitare discussioni all'interno del partito”. Toni accesi, che vanno dritti al cuore della situazione all'interno del Pd locale, sempre in cerca di una nuova unione che tarda ancora da arrivare.

Così, mentre si attendono risposte, intanto il puzzle si arricchisce di voci e di opinioni che arrivano da persone che hanno visioni diverse sul tema. E' il caso di Brunella Manghi, all'interno del Comitato del sì, che vede nella «festa dell'Unità un momento per ricompattare il partito, mentre per dibattiti e confronti sul referendum vi possono essere altre sedi più appropriate».

Dall'altra parte c'è l'ex segretario del Pd locale e ora presidente della sezione locale dell'Anpi certaldese Yuri Furiesi che sostiene il fronte del no: «Non abbiamo pensato ad iniziative come quella di mettere un banchino alla festa con le motivazioni del no, auspichiamo iniziative e dibattiti pubblici per discutere di questo referendum».

Intanto però la lettera arrivata al Comitato del Sì attende ancora una risposta. Una risposta che il presidente del consiglio comunale e segretario del Pd, Giuseppe Lombardo, probabilmente non darà mai dato che smentisce l’arrivo di qualsiasi richiesta su questo argomento. «Vorrei sapere - aggiunge Lombardo - come possano girare simili voci, io non ne so niente e non è arrivata nessuna richiesta».

Una risposta che mostra quanto a Certaldo, come in molte altre zone della Toscana, la realtà politica del territorio sia dilaniata e frammentata . E che non riesca neppure a dare risposta a una domanda sorta dal Comitato del Sì per lo stesso Comitato del Sì. Un quesito, tra l’altro, sorto con l’intento di garantire equità e dibattiti pubblici.

Così fra scambi di domande e improbabili risposte all’interno del gruppo dirigente, nelle prossime settimane partirà l’organizzazione della Festa dell’Unità con i volontari, quelli che, come tutti gli anni, andranno a montare gli stand o a servire ai tavoli. I Sì e i No devono essere entrambi rappresentanti? Non è la sede adatta per questo dibattito? Forse un parere, in questo caso, dovrebbe essere chiesto anche a loro.

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