Il Tirreno

Empoli

Il Comune sborsa 150.000 euro per il terreno della scuola “abusiva”

di Marco Pagli
Il Comune sborsa 150.000 euro per il terreno della scuola “abusiva”

Accordo con i privati dopo che l’esproprio avviato nel 1979 non era mai stato completato L’area dove è stata costruita la primaria di Cascine diventerà pubblica, manca l’ok del consiglio

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Sulla scuola elementare di Cascine l'accordo è praticamente fatto. L'amministrazione sborserà 150mila euro ai quattro attuali proprietari del terreno sul quale è sorto il plesso scolastico "Carlo Rovini", costruito dal Comune senza che l'area fosse di sua proprietà. Al completamento della transazione mancano ormai le ultime formalità, con il passaggio dal consiglio comunale. In questi giorni gli uffici di via del Papa hanno redatto due determine sulla registrazione del verbale di conciliazione e sulla verifica di congruità e hanno eseguito l'attestazione del debito fuori bilancio. «Al momento è in corso un tentativo di conciliazione - si legge in quest'ultimo provvedimento, stilato in aprile e diffuso nei giorni scorsi - come da ordine del giudice del Tribunale di Firenze nell'ambito del ricorso per il riconoscimento dell'usucapione, presentato dall'amministrazione. L'importo al momento al vaglio dell'organismo di conciliazione di Firenze è di 150mila euro, comprensivo delle spese legali, pari a 2.000 euro, disposte dal giudice del Consiglio di Stato in carico all'ente nell'ordinanza di rigetto dell'istanza cautelare».

La conciliazione chiude una vicenda partita nel gennaio del 1979 e che si è trascinata fino ad oggi tra ricorsi e controricorsi nei vari gradi di giudizio. La scuola elementare di Cascine, e in particolare il terreno sul quale sorge, sta per tornare a tutti gli effetti nelle mani del Comune. Alla fine Corradino, Elettra ed Elida Corradini (eredi di Rino) e Riccardo Peruzzi (erede di Lido Peruzzi e Giselda Francioni) hanno avuto ragione e avranno la loro compensazione. La storia ebbe inizio, come detto, nel gennaio del 1979. Il Comune di Empoli avviò l'iter per l'esproprio dell'area in via De Sanctis per costruirci la scuola. L'anno successivo venne erogata un'indennità provvisoria di esproprio ai proprietari e nel 1981 la giunta dispose l'acquisizione della particella in questione. Tuttavia il procedimento, come ha poi deliberato il Tar toscano, non fu mai portato a termine né con l'espropriazione, né con la stipula di un contratto di cessione bonaria. E questo nonostante il decreto di occupazione prevedesse che entro l'agosto del 1982 (data poi prorogata all'anno successivo) si sarebbe dovuto risolvere la situazione. La questione così è rimasta aperta per oltre trent'anni. Fino a quando, a seguito del decesso dei proprietari, gli eredi sono venuti a conoscenza della cosa e - tre anni fa - hanno promosso causa contro il Comune di fronte al Tar. Il Tribunale amministrativo della Toscana nel giugno 2014 ha deliberato in favore dei proprietari, respingendo anche il ricorso dell'amministrazione comunale basato sull'appropriazione attraverso l'istituto dell'usucapione (giudicato insussistente dal momento che Corradini e Peruzzi Francioni negli anni avevano continuato a pagare regolarmente l'Ici su quel terreno).

A quel punto per il Comune si aprirono due strade: radere al suolo la scuola e restituire il terreno ai proprietari oppure acquistare l'area in base al valore di mercato attuale e con il risarcimento per tutti gli anni in cui ha usufruito del terreno. In particolare, in questa seconda ipotesi avrebbe dovuto «liquidare l'importo corrispondente al valore venale del bene - come si legge nella sentenza del Tar della Toscana - incrementato del 10% a titolo di risarcimento e del 5% del valore che l'area aveva in ogni anno successivo alla data di scadenza dell'occupazione», cioè all'agosto del 1983. Ma la giunta Barnini decise per una terza via, cioè tornare in tribunale promuovendo ricorso al Consiglio di Stato, giudice di appello sulle sentenze dei tribunali amministrativi regionali. Ma anche questo ennesimo tentativo non è andato a buon fine e allora le parti si sono sedute intorno ad un tavolo e sono arrivate ad una conciliazione. L'accordo prevede la cessione volontaria al patrimonio comunale dei terreni riconosciuti di proprietà privata in cambio della compensazione economica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa