EMPOLI. Non c'è pace per l'Ipia di Empoli, l'istituto professionale per l'industria e l'artigianato passato dall'incendio del maggio 2015 alle mani di vandali e disperati, che hanno aperto le finestre e sono entrati dentro, causando numerosi danni alla struttura e agli arredi. E al danno si aggiunge la beffa, perché gli studenti a settembre - sempre se saranno fatti gli interventi annunciati - torneranno dentro il container, che non è proprio il massimo per affrontare un periodo scolastico che dura minimo cinque anni. Si tratta di un prefabbricato installato nel 2008 per ovviare alla mancanza provvisoria di aule che è diventato una soluzione definitiva, tanto da spingere la Città metropolitana ad investire altri soldi (70.000 euro) per "recuperare" il container, che sarà pronto per settembre, come ha precisato Simona Rossetti, sindaco delegato all'istruzione dell'Unione dei Comuni: «Ho avvertito la Città metropolitana della situazione - precisa - e ribadisco che a settembre in questa struttura i lavori saranno terminati e ci torneranno gli studenti».
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Vandali in azione. Ma ora, in attesa che la Città metropolitana faccia i lavori che servono, sono entrati in scena i vandali, che hanno arrecato danni all'interno, entrando da una delle tante finestre che danno verso l'esterno: lavagne rotte, pareti che sembrano prese a pugni, quadri elettrici aperti, libri di testo accatastati alla meglio, estintori svuotati, fili elettrici e tante chiavi buttate a terra, toner, piatti, tovaglioli, cartacce, cassetti aperti in malo modo e una lavagna sfondata; inoltre, come ciliegine sulla torta, un ferro da stiro e i resti di un piccolo falò. All'occhio balzano i cassetti delle cattedre rovesciati a terra, il materiale didattico e i registri dei professori che hanno fatto la stessa fine; tutto perché qualcuno ha aperto e/o scassinato alcune finestre, che con un po' di forza si possono aprire anche dall'esterno, avendo un meccanismo a scatto. Senza contare che questi stessi soggetti potrebbero aver rubato alcuni di questi registri, compiti in classe, materiale archiviato (tutti dati sensibili) creando ulteriori problemi. Oltre ai vandali qualcuno ci potrebbe pure aver dormito nei periodi più freddi, nonostante dalle finestre non si vedano materassi o roba del genere, anche se ci sono resti di cibo e un ferro da stiro.
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Il precedente. La vicenda del container andato a fuoco è del maggio 2015: il fumo invase rapidamente i locali e i ragazzi corsero fuori assieme ai docenti e al personale. In 150 stavano facendo lezione in quel prefabbricato costruito sei anni prima che era diventata sede secondaria della stessa scuola per i corsi Ipia. L'evacuazione aveva riguardato anche gli altri ragazzi dell'istituto, circa un migliaio, che furono fatti tornare a casa. Secondo una prima ricostruzione, le fiamme sarebbero state provocate da un corto circuito partito da un quadro elettrico. Da lì i ragazzi vennero spostati provvisoriamente in altre strutture, con Città metropolitana ed Unione dei Comuni che hanno avallato il progetto di recupero del prefabbricato, con un costo di 70.000 euro, oltre ai 30.000 già spesi in precedenza per la parte esterna. Una scelta che venne avversata pure da un gruppo di professori, a questo punto vanamente. A settembre gli alunni torneranno nel container, anche se allo stato dei fatti ci sarà da tener conto dei danni arrecati all'interno. Il container accanto al Ferraris - Brunelleschi non è tuttavia l'unico nell'Empolese Valdelsa: a Cerreto Guidi i bimbi della primaria Santi Saccenti sono sistemati in una struttura analoga in seguito a tornado del 19 settembre 2014 e non si sa se e quando torneranno fra le quattro mura di una scuola tradizionale, come i colleghi più grandi dell'Ipia.