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emergenza

Migranti in spazi piccoli e carenti, l’Asl fa scattare la diffida a Vinci

di Francesco Turchi
Gli uffici dell'ex azienda di Laterizi e l'immobile di Vinci (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Gli uffici dell'ex azienda di Laterizi e l'immobile di Vinci (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Un immobile da 4 ne ospita 13, il Comune minimizza: «Parametri diversi da quelli della prefettura» E intanto altri 20 sono stati sistemati negli uffici della fabbrica di laterizi abbandonata a Farfalla

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VINCI. Due casi che fotografano l’emergenza migranti (nell’Empolese Valdelsa è stata ormai sfondata quota 500 ospiti, dislocati in una quarantina di strutture). A Vinci il Comune diffida Coeso a utilizzare un immobile in seguito alle numerose criticità rilevate dall’Asl in un sopralluogo, in cui, tra l’altro sono stati trovati 13 profughi in una struttura che - almeno secondo i parametri dell’azienda sanitaria - ne potrebbe ospitare al massimo 4 (anche se la prefettura utilizza un metro diverso). A Empoli, sono arrivati altri migranti, che lo stesso Consorzio per la cooperazione e la solidarietà ha sistemato negli uffici della fabbrica di laterizi abbandonata in località Farfalla, in via Ormicello a Casenuove.

La diffida. L’Asl ha fatto un sopralluogo nell’immobile di via Cino da Pistoia a Vinci. E ha rilevato una serie di criticità: dalle prese elettriche non collegate all’impianto di terra e senza protezioni, alla presenza di un camino in camera da letto, fino ai servizi igienici non dotati di aspiratori, oltre all’erba alta e ai «rifiuti di diverso genere sparsi ovunque e locale lavanderia in condizioni igieniche e di manutenzione carenti». Non solo: la struttura può ospitare 4 persone, e invece all’interno ce ne sono 13. La nota è stata trasmessa dall’azienda al Comune, con la dirigente Claudia Peruzzi, che ha firmato una diffida a utilizzare l’appartamento adibito a centro di accoglienza. Un atto formale, che non sarà rispettato. Perché non ci sono altri spazi: «Si tratta di una struttura vecchia - spiega il presidente di Coeso, Claudio Freschi - ci è stato detto di fare una serie di interventi, che sono già iniziati. Noi pensiamo prima di tutto ad accogliere queste persone, per far fronte all’emergenza. Poi siamo disponibili a fare le migliorie necessarie». Sul numero di migranti presenti, invece, interviene la vicesindaco, Cristina Pezzatini, che puntualizza: «La diffida è un atto dovuto, ma la situazione è sotto controllo. Asl e prefettura utilizzano parametri diversi: la prima tiene di conto del rapporto tra metri quadrati e numero di occupanti previsti dalle normative per gli alloggi, la seconda invece fa riferimento a quella degli ostelli». Ecco perché per la prefettura (impegnata a dislocare su tutto il territorio le centinaia di migranti in arrivo dal sud) è tutto ok, mentre per l’Asl no. In attesa che si arrivi (e sarebbe auspicabile) a un parametro condiviso, è partita la diffida, che tuttavia sarà superata nel giro di pochi giorni, con la conclusione degli interventi in atto.

Casa negli uffici. Intanto sono arrivati altri trenta migranti da Mali, Nigeria e Bangladesh. E Coeso li ha sistemati negli uffici della vecchia fabbrica di laterizi, grazie a una serie di lavori effettuati in tempi record. Anche in questo caso si tratta di un’emergenza nell’emergenza, visto che locali una volta destinati ad ospitare uffici, chiusi da anni, sono stati trasformati in “appartamenti”. Tutto questo in una zona decisamente periferica, dove gli addetti del Consorzio sono attesi da una sfida più che mai difficile in termini di integrazione, per scongiurare che l’immobile alla Farfalla non si trasformi in un semplice “parcheggio” o, peggio ancora, in un ghetto.

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