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sanità

Valanga di accessi impropri, il pronto soccorso di Empoli va in tilt

di Marco Pagli
Pazienti in attesa al pronto soccorso di Empoli (foto d’archivio)
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Pazienti in attesa al pronto soccorso di Empoli (foto d’archivio)

Ore di attesa, è protesta: scatta il piano di emergenza con accessi diretti ai reparti L’Asl: «In 12 ore arrivati 120 pazienti, i più avrebbe dovuto rivolgersi altrove»

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EMPOLI. Giornata infernale al pronto soccorso dell'ospedale San Giuseppe. Lunedì 20 giugno c'è stato un vero e proprio boom di accessi che ha creato disagi e proteste tra gli utenti e che ha messo in difficoltà il personale in servizio. Tra la mezzanotte di domenica e le 12 di lunedì, infatti, i pazienti che si sono recati al pronto soccorso sono stati 120, praticamente dieci ogni ora. E nel pomeriggio i numeri hanno continuato a salire.

Nella maggior parte dei casi però, come riferiscono dalla stessa Asl , «si è trattato di accessi impropri», che hanno rallentato i tempi di visita e che hanno fatto scattare la procedura di iperafflusso. Già nella mattinata di lunedì diverse sono state le segnalazioni di persone in attesa da ore nella sala d'aspetto del reparto. «Sono ore che aspettiamo che qualcuno ci chiami per essere visitati - ha raccontato uno degli utenti - dopo il triage siamo stati praticamente abbandonati e nessuno ci ha fatto sapere più niente. In questa sala d'attesa c'è il caos, le persone continuano ad arrivare e da dentro non riescono a smaltire la fila. Questa situazione non è sostenibile».

In mattinata il tempo di attesa per i codici azzurri, stando alle previsioni fatte sullo stesso sito dell'Asl, si aggirava intorno ad un'ora e quaranta minuti, mentre nel primo pomeriggio si sono superate anche le due ore di attesa. Un disagio inevitabile secondo l'azienda sanitaria locale, visto il numero di accessi che non sono stati giudicati urgenti. «E' evidente che le situazioni di accesso improprio - si legge in una nota inviata da via dei Cappuccini - come i casi che potrebbero essere risolti dal medico di famiglia, dal pediatra o dal medico della continuità assistenza (la guardia medica, ndc) allungano i tempi di attesa. La persona viene comunque visitata, ma il tempo di attesa non è quantificabile. Dispiace per gli eventuali disagi arrecati, ma un uso appropriato del pronto soccorso permette di ottimizzare i tempi e al personale medico-infermieristico consente di svolgere al meglio il proprio lavoro per codice di priorità. Il pronto soccorso, infatti, è una struttura dedicata al trattamento dei casi di emergenza e urgenza e tutte le prestazioni che non presentano tale carattere, o che riguardano eventi accaduti più di sei ore prima dell'accesso, sono considerate prestazioni ambulatoriali e pertanto sono soggette al pagamento del ticket».

Tra i 120 accessi nelle prime dodici ore di lunedì si sono registrati 3 codici rossi dovuti a patologie acute, trattate prioritariamente in forma urgente, e 20 codici gialli. Il resto, un centinaio di utenti, erano compresi nei codici verdi, azzurri e bianchi. Una rilevazione effettuata intorno alle 12 individuava la presenza di 2 codici rossi, 14 gialli, 41 codici verdi, 13 azzurri e 2 bianchi. Nel pomeriggio, poi, i codici bianchi sono arrivati addirittura a sei. A complicare ulteriormente la situazione ci si è messa anche un'assenza di uno dei cinque medici previsti per turno, che erano assistiti da nove infermieri in servizio. Così, nella mattinata di lunedì i vertici hanno deciso di attivare la procedura di iperafflusso che è prevista nei casi di maggiore afflusso per riuscire a smaltire più velocemente la fila. In sostanza viene aperto l'accesso diretto ai reparti dopo il triage. La prima valutazione da parte del personale sanitario, nei casi di non urgenza, individua l'area medica di riferimento e indirizza il paziente verso quel reparto senza così intasare il pronto soccorso.

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