Il dolore
Il Comune si muove per Fibbiana
Sull’impianto alla Colorobbia è stato chiesto di valutare gli studi ambientale e meteo
MONTELUPO. La presentazione da parte di Colorobbia di un progetto per realizzare un impianto di recupero di materiali preziosi ha fatto scattare la preoccupazione dei cittadini. E mentre sta per nascere ufficialmente un comitato per vigilare sul progetto il Comune spiega di aver chiesto una valutazione attenta dello studio preliminare dell'impatto sull'aria. L'amministrazione infatti fino ad ora è stata chiamata ad esprimersi sulla collocazione dell'impianto e a inoltrare il parere all'ente competente ovvero la regione Toscana. Nonostante non fosse richiesto il Comune al fine di rassicurare i cittadini ha posto due raccomandazioni in calce al parere. La prima è che per quanto riguarda l'impatto sull'aria sia valutato attentamente lo studio preliminare ambientale e lo studio meteo diffusionale e in particolare la validità del quadro di emissioni presentato. Inoltre l'amministrazione ha chiesto di essere messo a conoscenza dei vari contributi tecnici istruttori previsti dalla procedura. Insomma il Comune si è mosso in attesa del parere definitivo che spetterà alla Regione. Fino al 22 giugno intanto i cittadini potranno presentare le loro osservazioni poi la Regione avrà 90 giorni quindi fino al 9 agosto per emettere il parere definitivo. La popolazione si sta già mobilitando attraverso il comitato mentre proprio ieri gli attivisti del Movimento cinque stelle hanno evidenziato alcune criticità che potrebbero manifestarsi con la realizzazione degli impianti sollevando alcuni dubbi. «Il progetto - scrivono dal movimento - prevede due tipologie di attività. La prima è il recupero di materiali preziosi da parti di lavorazioni o rifiuti industriali, il secondo da uno stoccaggio di rifiuti destinati a successive operazioni di recupero e smaltimento presso terzi autorizzati. Le lavorazioni per il recupero di metalli preziosi sono caratterizzate tra le varie fasi anche da un uso di 4 forni che bruciano e inceneriscono i prodotti di scarto, questo tipo di attività prevede la formazioni di gas di combustione contenente numerosi inquinanti atmosferico. I gas di scarico - proseguono i 5 stelle - dopo opportuni filtraggi vengono immessi in atmosfera, l'azienda nel progetto stima un impatto ambientale contenuto, usando come paragone di due centraline ambientali poste in via Asia e via Ridolfi (Empoli), attualmente non più presenti. L'altra attività - spiegano - prevede lo stoccaggio di alcune tonnellate di rifiuti liquidi classificati come pericolosi in attesa di essere smaltiti in fasi successive. Nel circondario Empolese Valdelsa non sono più presenti stazioni di monitoraggio permanenti, l'amministrazione deve dare risposte concrete a questa carenza».
Alessandro Marmugi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
