Il Tirreno

Empoli

Cade la stella Pakerson Operai tutti licenziati

di Marco Sabia
Cade la stella Pakerson Operai tutti licenziati

Solo metà degli addetti potrebbe essere riassunta da una nuova società

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CERRETO GUIDI. Il calzaturificio Pakerson di Cerreto Guidi ripartirà ma lo farà in maniera dimezzata, con una nuova società e con 31 dei 60 operai attualmente in organico: è questo il succo dell'incontro che si è tenuto nella serata del 9 giugno fra direzione aziendale e sindacati e che ha portato alla conclusione del procedimento di messa in mobilità dei sessanta operai del Pakerson, metà dei quali verranno reintegrati dalla nuova società che rileverà il noto marchio cerretese. A renderlo noto è stata Silvia Mozzorecchi, responsabile dell'Empolese Valdelsa per quanto riguarda la Filctem Cgil. «L'accordo sottoscritto prevede che l'azienda - si legge nel comunicato di Mozzorecchi - già posta in liquidazione, proceda al licenziamento di tutto il personale. Durante gli incontri che si sono tenuti nelle scorse settimane, è emerso che una società è interessata a rilevare l'azienda: questo permetterà di procedere al ricollocamento di una parte del personale (circa una trentina di persone). Purtroppo, nonostante la possibilità di far ripartire il lavoro e la prospettiva di riassunzione di una parte dei lavoratori, c'è da constatare l'ennesima perdita di posti di lavoro nel nostro territorio e l'indebolimento di una importante realtà industriale di zona. La speranza di tutti è che si sblocchi la situazione internazionale (per quanto riguarda il Calzaturificio Pakerson soprattutto la Russia) e si possa finalmente parlare di vera ripresa del settore e dell'economia italiana».

Dall'altra c'è la famiglia Brotini, che ha fondato il Pakerson e che ha in Gabriele l'esponente che sta seguendo la vicenda più da vicino. Anche Brotini ha confermato che il Pakerson ripartirà con un organico ridimensionato:«Noi vogliamo ripartire con almeno 31 dei 60 dipendenti che abbiamo oggi. L'accordo è in via di definizione e prevede che arrivi una nuova società che riassuma metà dei nostri operai ora in mobilità, mentre nel frattempo stiamo completando la dismissione della vecchia società. Credo che già la prossima settimana l'accordo con la nuova società possa andare in porto, siamo nella fase finale della trattativa. Se la mia famiglia sarà ancora presente? La nostra volontà è questa». Ma su che base verranno scelti i nuovi assunti ? «Il ciclo produttivo - continua Brotini - rimarrà lo stesso ma verrà ridimensionato nei numeri in base al fatturato che abbiamo adesso. Verranno riassunti i lavoratori funzionali a questa nuova riorganizzazione. In qualche caso, per chi è molto vicino alla pensione, non ci sarà riassunzione ma solo mobilità. Per quanto riguarda i 29 che non verranno riassunti si tratta di lavoratori che non vantano crediti né dal punto di vista retributivo né contributo nei nostri confronti». Dunque, ad un mese esatto dal primo grido d'allarme della Filctem Cgil sul futuro del Pakerson, si è arrivati ad una soluzione di compromesso, che porterà - nella migliore delle ipotesi attualmente in campo - ad un calzaturificio "dimezzato", soprattutto finché le sanzioni alla Russia non smetteranno di danneggiare i tanti imprenditori italiani che hanno in quel mercato il proprio punto di riferimento. Il Pakerson, per fare un esempio quanto mai calzante, nel giro di due anni ha perso il 70% del proprio fatturato per questo motivo. Una spirale iniziata nel 2014, quando l'azienda sperava, invece, di crescere e di triplicare il fatturato nel giro di due-tre anni. E invece un marchio di successo e così profondamente legato al territorio di Cerreto Guidi sta continuando a pagare una crisi che viene da lontano ma che colpisce quanto mai vicino, andando a toccare la carne viva di quei lavoratori che non verranno riassunti dalla nuova società. Per loro c'è già la mobilità, che però non può durare in eterno.

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