Il Tirreno

Empoli

Argini colabrodo e residenti in allarme

di Alessandro Marmugi
Argini colabrodo e residenti in allarme

Dopo due smottamenti, la frana continua. Lavori fermi da due mesi

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MONTELUPO. «Quest'argine sta continuando a franare ogni giorno e il letto del fiume si è alzato notevolmente. La situazione sta diventando pericolosa». È questo il grido d'allarme che lanciano i cittadini di Fibbiana e Limite che vivono sulle sponde dell'Arno. Da circa 4 mesi a questa parte infatti la preoccupazione regna sovrana per coloro che vivono nei pressi del cantiere della nuova cassa di espansione.

Il 22 febbraio scorso l'argine interessato dai lavori, che si trova nei pressi della zona industriale di Capraia, è franato arrecando danni ad un collettore fognario molto importante per il territorio che raccoglie i reflui civili provenienti dall'abitato di Capraia. Dopo essere stato messo in sicurezza ad inizio marzo si è verificato un nuovo cedimento. Da quel momento in poi dopo il ripristino delle condutture, l'argine, divelto dai crolli è rimasto lì, ferito e divelto dalla piena dell'Arno senza che nessuno ci mettesse più mano.

Una situazione che però ha messo in allarme diversi residenti, soprattutto alcune persone che vivono a Fibbiana e che osservando l'altra sponda del fiume sembrano essersi accori di un fenomeno preoccupante. «L'argine sta continuando a franare - racconta Luigi Nunziata, uno dei residenti - e nessuno interviene. Siamo preoccupati perché tutta la terra che cade si sta depositando sul letto del fiume. Cosa succederà nei prossimi mesi quando arriveranno le piene. Qua rischia di crollare tutto». Oggi l'area del cantiere dovrebbe essere off limits, ma in realtà l'area è accessibile a tutti con i cancelli che rimangono aperti e con alcune aree non recintate che permettono tranquillamente di entrare. E così in tanti continuano a farsi una passeggiata lungo l'Arno, magari per lasciare qualche fiore alla Madonnina degli sportivi, per fare un giro in bici o proprio per controllare gli argini.

Già perché la sponda limitese preoccupa e non poco i residenti. Non appena il fiume si alza un po' il materiale continua a crollare e la parete è diventata nel corso delle settimane rifugio per tantissime rondini che all'interno dell'argine stanno costruendo i loro nidi bucherellando il terreno. La piccola diga che taglia in due il fiume, utilizzata per il passaggio dei camion da una sponda all'altra è stata realizzata con massi e pilastri di cemento che allo stato attuale non riescono a far defluire bene l'acqua come qualche mese fa . Tronchi, rami e sporcizia varia si sono incastrati nei passaggi. Ci sono copertoni, vestiti, fusti di olio, sedie, non manca davvero niente. «Inoltre - prosegue Nunziata -, da due mesi a questa parte non vediamo più nessuno a lavorare nei cantieri. L'area va messa in sicurezza altrimenti ci ritroveremo a dei guai». La preoccupazione è tanta ma il l'amministrazione di Limite e Capraia ci tiene a precisare che tutto sta procedendo per il meglio e che al momento non ci sono pericoli. «Al Comune - fanno sapere - non risulta che l'argine stia continuando a franare, è già stato messo in sicurezza. Si stanno ultimando i lavori per ripristinare l'allaccio dell'abitato di Capraia al depuratore di Pagnana .E' già stata sistemata la rampa d'accesso all'Arno e tra poco riprenderanno i lavori interrotti ed avverrà la sistemazione dell'argine».

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