Il Tirreno

Empoli

Aiuto affitti, al via le domande Enigma sulle risorse in cassa

di Marco Sabia
Aiuto affitti, al via le domande Enigma sulle risorse in cassa

Già anno scorso la Regione ha tagliato pesantemente la somma per l’Empolese Valdelsa Ora c’è da capire quanti soldi potrà mettere a disposizione l’Unione, il bando scade tra un mese

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EMPOLI. Il bando per il fondo affitti verrà aperto il 13 giugno. La finestra utile per richiedere i contributi pubblici al pagamento del canone di locazione per le fasce più deboli si protrarrà fino al 13 del mese successivo. Il bando è stato redatto dal servizio politiche abitative e per l'immigrazione dell'Unione dei Comuni e riguarda tutti i territori del circondario. Ogni famiglia assegnataria potrà avere un contributo massimo 3.100 euro se si troverà nella cosiddetta fascia A, oppure 2.325 per chi si troverà in fascia B. L'anno scorso in graduatoria entrarono 1.1000 famiglie, sostenute con 465.000 euro messi dalla Regione e 325.000 dall'Unione dei Comuni, per un totale di 700.000 euro.

Resta da vedere quanto finanzierà la Regione per il 2016, visto che nel 2014 aveva messo 700.000 euro e nel 2015 circa 465.000; se il contributo rimanesse lo stesso sarebbe già un ottimo risultato. La sensazione è che difficilmente ci sarà una flessione nelle domande per il sostenimento dell'affitto, visto che dalla crisi non c'è ancora uscita. Ma come si fa ad accedere ai contributi? Innanzitutto bisogna avere la residenza anagrafica nell'immobile per il quale si chiede il contributo, che si deve trovare in uno degli undici Comuni dell'Unione; inoltre non si può essere già assegnatari di casa popolare, presentando una certificazione Ise non superiore a 28.216 euro. Chi dichiara un valore Ise pari a zero dovrà presentazione la certificazione nella quale si attesta di essere seguiti dai servizi sociali di Comune o Asl.

Per gli stranieri non provenienti dalla Comunità Europea, invece, è richiesta la residenza in Italia da almeno 10 anni o da almeno 5 anni nella Regione Toscana. Poi le domande verranno divise in due fasce: la fascia A per chi ha un Ise massimo di 13.049,14 mentre nella fascia B finirà chi si attesta fra i 13.049,14 e i 28.216,37 euro. Tra i requisiti richiesti coloro che presentano domanda per il fondo affitti non dovranno avere "titolarità di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione su immobili ad uso abitativo" e inoltre nessuno dei componenti del nucleo dovrà possedere beni mobili di valore complessivo superiore a 25mila euro (salvo i casi in cui tale bene risponda ad un'accertata necessità lavorativa). Il contributo per pagare l'affitto non è cumulabile con altri benefici pubblici erogati da altri enti a titolo di sostegno per l'alloggio. Inoltre, l'ottenimento del contributo non ha ripercussioni su chi lo richiede se quest'ultimo è già inserito nelle graduatorie per l'edilizia residenziale pubblica, mentre se quest'ultimo ottiene l'alloggio popolare perde il diritto ad avere il contributo integrativo per l'affitto.

La questione principale, però, è un'altra: i contributi erogati grazie a questo bando saranno assegnati in base alle risorse disponibili, partendo dalla fascia A, quella più debole; e in caso di risorse finanziarie non sufficienti l'Unione dei Comuni si riserva, mediante delibera di giunta, di applicare eventuali riduzioni alle quote spettanti. Di conseguenza la collocazione in graduatoria non comporterà in automatico l'erogazione del contributo per l'affitto. L'Unione poi provvederà ad erogare le somme (a partire dal 31 gennaio 2016 e non oltre il 31 gennaio 2017) dietro consegna delle copie delle ricevute di pagamento del canone d'affitto, corredate dei dai dati del locatario, del locatore e con una marca da bollo. Per presentare la domanda si può partire dal 13 giugno e c'è tempo fino al 13 luglio alle 13. Le domande arrivate oltre questo termine non verranno considerate, nemmeno in caso di ritardi postali. I moduli necessari sono disponibili negli uffici comunali di ogni Comune, oltre alle relative istruzioni. Oppure i moduli possono essere scaricati dal sito dell'Unione e da quelli dei singoli Comuni. La documentazione dovrà essere presentata o inviata (tramite raccomandata a/r) all'Ufficio protocollo dell'Unione dei Comuni Empolese Valdelsa, piazza della Vittoria 54 a Empoli, oppure nei singoli municipi.

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