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Empoli

Offesa su Facebook, dona il risarcimento al Meyer

Francesco Turchi
Susi Giglioli e il bollettino della sua donazione al Meyer
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Susi Giglioli e il bollettino della sua donazione al Meyer

Castelfiorentino: Susi Giglioli (Insieme per cambiare) attaccata per un post sui migranti: «Sei una stupida fascista»

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CASTELFIORENTINO. Scrive un comunicato per prendere posizione in merito all’arrivo di migranti, augurandosi «che l’amministrazione comunale riservi le stesse attenzioni ai castellani». Lo condivide su Facebook, guadagnandosi una serie di offese per mano di una compaesana. Che le rivolge una serie di parole offensive, a cominciare da «stupida fascista». La querela, ma non le interessano i soldi. E così propone una mediazione, che serva più che altro da lezione: pretende una lettera di scuse e un risarcimento simbolico di 100 euro, che devolve alla Fondazione ospedale pediatrico Meyer.

Protagonista della vicenda è Susi Giglioli, presidente dell’associazione “Insieme per cambiare”, lista civica rappresentata in consiglio comunale da Carlo Andrea Zini. Il fatto risale al luglio scorso: «Avevo soltanto espresso una mia opinione, con una forma corretta e senza offendere nessuno. E da lì c’è stata una escalation di parole volgare nei confronti da parte di questa donna, che oltretutto tirava in ballo anche la mia attività (Cartoleria Grillo Parlante a Castelfiorentino), invitando la gente a non mettere più piede nel mio negozio. Per prima cosa mi ha dato della stupida, quindi della fascista, poi ha proseguito per un po’ di tempo con una serie di ingiurie intollerabili».

A quel punto Susi si è rivolta all’avvocato Maria Barbara Bandini di Castelfiorentino e ha querelato la donna per diffamazione: «Non era mia intenzione ottenere niente di "materiale" da tale denuncia, i danni morali non si ripagano con nessuna cifra, ma era per me essenziale difendere la pluralità delle idee, il diritto di potersi esprimere pubblicamente in modo corretto senza dover essere "etichettati" volgarmente e senza giustificazioni. Si può non condividere le opinioni altrui come allo stesso modo vanno rispettate. Questo credo sia alla base di qualsiasi forma di libertà e di democrazia. Indiscutibile elemento di rispetto civico».

Insomma, la presidente dell’associazione “Insieme per cambiare” voleva dare una lezione a una utente che - come troppo spesso avviene sui social network - aveva perso il controllo... della tastiera, calpestando il limite del confronto civile: «In tribunale le ho fatto chiedere quanto era disposta a darmi come risarcimento. Ha proposto 100 euro e li ho accettati, ma a patto che mi scrivesse una lettera di scuse. Poi il giorno dopo ho devoluto quella cifra al Meyer, così questa storia ha portato anche qualcosa di buono. Con la speranza che la lezione le sia servita».

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