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Licenziato dopo 22 anni: «Tutta colpa del guasto al computer del medico»

Simone Fossi
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Simone Fossi

Vinci: il motivo è assenza ingiustificata dal lavoro, ma tutto nascerebbe da un disguido

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VINCI. Licenziato dopo ventidue anni di contratto. È successo a Simone Fossi, 45 anni, operaio alla Cartotecnica Maestrelli di Sovigliana. Il motivo è assenza ingiustificata dal lavoro, ma tutto nascerebbe da un disguido. L'operaio, infatti, dopo un periodo di malattia (per il quale l'Inps ha riconosciuto l'indennità) non ha consegnato il certificato all'azienda, che gli ha inviato una lettera di licenziamento con preavviso di due mesi e mezzo. Nei quali non sono valsi gli sforzi del sindacato per far revocare il provvedimento. Dal canto suo l'azienda si difende e nega di aver ricevuto comunicazioni da parte del dipendente nel periodo di preavviso e lascia la porta aperta per il futuro. Mentre l'operaio e la Cgil annunciano una vertenza per contestare il licenziamento.

La vicenda comincia nel febbraio scorso. «Mi sono astenuto dal lavoro per malattia - racconta Simone Fossi - tuttavia durante la visita, a causa di un guasto, il medico non ha potuto fare il certificato telematico che avrebbe automaticamente inviato all'Inps e all'azienda e mi ha rilasciato due copie cartacee. Quando sono andato all'Inps erroneamente le ho lasciate entrambe, cosicché non ho potuto consegnare copia all'azienda. A fine febbraio mi è arrivata la lettera di licenziamento, per assenza ingiustificata dal lavoro, con un preavviso di due mesi e mezzo, scaduto il 15 maggio scorso. In questo periodo, anche tramite il sindacato e l'Inps stessa che mi ha riconosciuto l'indennità di malattia, abbiamo provato a far decadere il provvedimento, ma senza successo. Ritrovarsi per strada in questo modo, dopo 22 anni di servizio e tre figli da mantenere, è assurdo. Sono convinto che questo sia stato solo un pretesto per licenziarmi».

L'azienda, per bocca dell'amministratore delegato Cesare Michelin, respinge le accuse. «Il dipendente è stato più volte sollecitato a fornire la documentazione - spiega Michelin - e ciò non è stato fatto. A noi non è pervenuto niente. Ci siamo sempre detti disponibili, documenti alla mano, a rivedere la nostra posizione. In questo caso non ci sarebbero stati ostacoli a ritirare il provvedimento, che a questo punto è diventato effettivo. La porta comunque rimane aperta».

Duro il sindacato, che annuncia battaglia. «Il licenziamento è illegittimo - attacca Salvatore D'Amico della Slc Cgil - il contratto prevede che in questi casi l'azienda dovrebbe fare una contestazione dell'assenza con cinque giorni di tempo per il dipendente per fornire tutte le giustificazioni del caso. Ciò non è stato fatto. E comunque di fronte al pagamento dell'indennità da parte dell'Inps è evidente che l'assenza ingiustificata è nei fatti impossibile da sostenere. Perciò abbiamo già aperto una vertenza e vedremo come andrà a finire». (m.p.)

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di Redazione web