La protesta
Rifiuti, nuovo impianto Colorobbia. Cittadini in ansia: torna il comitato
Due anni dopo la rivolta che bloccò il progetto per bruciare i Soa, ora l’azienda di Montelupo vuole trattare mille tonnellate all’anno di scarti. I residenti: «Vogliamo garanzie sull’impatto ambientale». Il sindaco Paolo Masetti: «Ok sul piano urbanistico, sul resto deve esprimersi la Regione»
MONTELUPO. Recuperare metalli preziosi dai rifiuti e dagli scarti della lavorazione. Due anni dopo la bocciatura del progetto per la realizzazione di un impianto di lavorazione dei sottoprodotti di origine animale, Colorobbia torna alla carica. Lo scorso 17 maggio infatti l'azienda ha presentato una richiesta di verifica di assoggettabilità alla procedura di Via per la costruzione di un nuovo impianto nell'area industriale di Fibbiana. Nei giorni scorsi l'azienda che realizza prodotti per la decorazione della ceramica ha incontrato anche l'amministrazione comunale di Montelupo per fornire i dettagli tecnici del progetto. In attesa del pronunciamento della Regione, i cittadini di Montelupo e di Fibbiana tornano a chiedere chiarimenti e rassicurazioni sull'impianto che verrà costruito soprattutto per quanto riguarda il possibile impatto sull'ambiente. E proprio in queste ore hanno riattivato il vecchio comitato, istituito due anni fa per impedire la costruzione da parte della stessa Colorobbia del famigerato impianto a biomasse, progetto, che dopo un accesissima assemblea con i cittadini fu ritirato.
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Il progetto. Nell'area industriale della "Pratella" a Fibbiana l'azienda vuole costruire un impianto di recupero di metalli preziosi attraverso la lavorazione dei rifiuti. In sostanza si tratteranno gli scarti della lavorazione internamente all'azienda e non più dando in gestione a terzi questa fase del processo produttivo. Ma esiste anche la possibilità che i rifiuti possano essere importati dall’esterno. Nelle carte presentate da Colorobbia si stima che l'impianto ogni anno tratterà 1000 tonnellate di rifiuti, di cui 650 classificati come pericolosi. Anche se l'impatto sulla qualità dell'aria, in base allo studio allegato alla richiesta di Via, sarebbe davvero esiguo. L'impianto sarà realizzato in una struttura già esistente e di proprietà dell'azienda che si trova in via del Lavoro 65 e riuscirà a ricavare dalle lavorazioni energia elettrica in grado di renderlo autosufficiente. I lavoratori impiegati nella nuova struttura saranno 25, dunque sono in arrivo nuovi posti di lavoro.
Rinasce il comitato. Già due anni fa, quando fu presentato il progetto per l'impianto a biomasse i cittadini, molti dei quali residenti a Fibbiana nelle vicinanze dell'azienda avevano costituito un comitato per dire no alla costruzione dell'impianto. Un comitato che è già nuovamente entrato in funzione per vigilare su questa nuova iniziativa dell'azienda. La pagina facebook "Comitato no biomasse Fibbiana" si è rivitalizzata e sta raccogliendo nuovamente una massiccia adesione. L'obiettivo del comitato sarà quello di capire quale sarà l'impatto ambientale che il nuovo impianto potrebbe portare sul territorio. A preoccupare è l'inquinamento dell'aria e del suolo che potrebbe arrivare dalla nuova apertura. Nonostante le rassicurazioni dell'azienda e gli studi allegati al progetto, i dubbi derivano dal fatto che nell'empolese non sono più presenti centraline Arpat per il monitoraggio dei pm10. Quella di Empoli (via Ridolfi) e quella di Montelupo (che si trovava in via Asia) sono state rimosse nel 2010, ben 5 anni fa. Alcuni dati riportati da Colorobbia nel progetto riguardando proprio quell'anno e gli ultimi rilevanti fatti nella zona. Ma oggi, secondo il comitato, non esiste uno strumento, una centralina presente sul territorio in grado di dire quale sia effettivamente il livello di inquinamento attualmente e quale potrebbe essere il vero impatto sulla qualità dell'aria del nuovo impianto.
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Due settimane cruciali. A pronunciarsi adesso dovrà essere la Regione. I cittadini possono vedere il progetto e visualizzare i documenti sul sito della Regione (www.regione.toscana.it). Entro il 22 giugno sarà possibile presentare eventuali osservazioni, poi a quel punto la palla passerà in mano proprio all'ente che dovrà esprimere il proprio parere. In queste due settimane insomma, sicuramente i cittadini cercheranno di capire meglio il nuovo progetto, pronti, nel caso ce ne fosse bisogno, a far sentire nuovamente la propria voce.
Il sindaco. «Il Comune ha verificato la compatibilità riguardo alla localizzazione dell'impianto rispetto al regolamento urbanistico e alla zonizzazione acustica - spiega il sindaco di Montelupo Paolo Masetti riguardo alla presentazione del progetto di Colorobbia per la realizzazione di un impianto per il recupero di metalli preziosi - . Le verifiche su come debba essere attivato l'impianto sono di competenza della Regione e dell'Autorizzazione Integrale Ambientale il cui procedimento inizierà dopo questa fase. Dalle notizie in nostro possesso non si prefigurano al momento elementi impattanti sull'ambiente». Martedì 7 giugno il Comune di Montelupo si pronuncerà sul progetto e verosimilmente darà il suo ok a Colorobbia per quanto riguarda l'aspetto del regolamento urbanistico. In sostanza dovrebbe dare il suo si alla realizzazione dell'impianto a Pratella visto che si tratta di una zona industriale. Per quanto riguarda invece l'impatto ambientale la palla passa dunque alla regione.
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