Il Tirreno

Empoli

Migranti, progetto bocciato sfumano 1,3 milioni di euro

di Marco Pagli

Il piano dell’Unione prevedeva una gestione strutturata dell’accoglienza però è finito agli ultimi posti della graduatoria stilata dal ministero

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EMPOLI. Il progetto per la creazione di un percorso di accoglienza Sprar, presentato dall'Unione dei Comuni, non è stato ammesso al finanziamento da parte del ministero dell'Interno. Il progetto ha ricevuto una bocciatura piuttosto netta.

In base alle graduatorie, infatti, si è posizionato al 207° posto su 221 presentati, con un punteggio di 43,8. L'ultimo progetto che è stato finanziato dal ministero si è aggiudicato 66 punti. Il bando per la creazione di uno Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) era stato lanciato proprio dal ministero dell'Interno alla fine dello scorso anno ed era rivolto a tutti quei territori che ancora non ne avevano uno. In sostanza, lo Sprar rappresenta un sistema di gestione dei richiedenti asilo e rifugiati diverso rispetto all'accoglienza straordinaria gestita dalle prefetture. Intanto, i finanziamenti sono stanziati tramite bando e soprattutto prevedono un'organizzazione dei servizi ben più strutturata. Una garanzia maggiore sia per rifugiati e richiedenti asilo, sia per i territori. Dopo il bando del ministero, l'Unione dei Comuni (in quanto ente gestore delle politiche sociali in forma associata) aveva aperto una gara rivolta a soggetti abilitati a prestare questo tipo di servizio per la presentazione di un progetto. L'importo era stato fissato in poco meno di 1 milione e 300mila euro per due anni. Ad essersi presentata è stata un'associazione temporanea di impresa formata da Coeso (soggetto capofila), Oxfam e Misericordie, che ha inoltrato la proposta al ministero proprio attraverso l'Unione. Il progetto dell'associazione temporanea prevedeva l'inserimento di 50 rifugiati (il massimo consentito) per lo stesso importo fissato dal bando dell'Unione.

Erano state indicate strutture apposite per l'accoglienza materiale e individuato personale qualificato che avrebbe dovuto svolgere attività di mediazione linguistica, orientamento, accesso ai servizi e formazione, oltre all'inserimento lavorativo, abitativo, sociale e psicologico. Per ogni voce veniva assegnato un punteggio in base al quale poi è stata stilata la graduatoria e assegnate le risorse. In tutto il ministero ha stanziato oltre 85 milioni di euro per il biennio 2016/2017, finanziando 174 progetti. «Questo era un progetto di cui c'era un grande bisogno sul territorio - spiega Claudio Freschi, presidente di Coeso - perché lo Sprar rappresenta un passo in avanti notevole rispetto alle risposte emergenziali che devono esserci, ma che inevitabilmente non possono essere sufficienti. Le emergenze finiscono, ma il problema rimane e quindi è necessario cominciare a pensare a soluzioni che vadano oltre. Nello Sprar, appunto, l'obiettivo non è risolvere una situazione contingente, ma costruire l'integrazione con percorsi di inclusione dal lavoro alla casa, alla socializzazione. Nel nostro progetto erano coinvolti vari territori del circondario con diverse strutture e la collaborazione di altre associazioni, Oxfam e Misericordie, in cui ognuna si sarebbe occupata di un aspetto. Purtroppo non siamo riusciti ad aggiudicarci il finanziamento - prosegue Freschi - non sappiamo ancora quali sono i motivi dell'esclusione. Era la prima volta nell'Empolese Valdelsa che si partecipava ad un bando del genere. Speriamo di poter recuperare il progetto e di riuscire a lanciare anche qui un modello che funziona».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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