Gioco
Senza acqua potabile una frazione si ribella
L’intervento è atteso da decenni. Ora c’è un progetto ma le famiglie non vogliono partecipare alle spese. Il sindaco: «Puntiamo a risolvere il problema alla svelta»
CERTALDO. Da oltre trenta anni più di cento famiglie sono senza acqua potabile. E' la frazione certaldese di Megognano ad alzare la voce. Una attesa infinita per avere un acquedotto che ad oggi non ha una tempistica certa e che sta frenando lo sviluppo di agriturismi e vigneti, nella zona del Chianti Classico, al confine con Barberino Val D'Elsa.
Il Comune ha mandato un piano di fattibilità ad Acque ma con questo progetto sarà necessario da parte dei cittadini mettere mano al portafoglio in base a possedimenti e immobili. E nessuno si sbilancia sulla tempistica. In base alla grandezza dei possedimenti saranno poi comunicate le somme necessarie. Cifre importanti che partono da alcune migliaia di euro fino a oltre dieci.
Così, mentre l'attesa si prolunga e c’è la preoccupazione dei soldi da tirare fuori, le famiglie contrattaccano: «Se non vi saranno risposte certe e veloci, siamo pronti a ricorrere a vie legali».
Una ferita aperta nel cuore della Valdelsa, in un territorio che in passato è stato attraversato dal progetto delle trivelle per la ricerca di anidride carbonica, e che nel 2003 avrebbe potuto ospitare una discarica di rifiuti speciali. Una frazione che ha problemi di manutenzione con una viabilità dissestata e che da decenni chiede a gran voce il suo acquedotto, che puntualmente ha una voce nel bilancio comunale, ma allo stesso tempo viene puntualmente disatteso.
In questo territorio si vive di turismo e di prodotti della terra. Molti di questi, però, non potrebbero essere coltivati, in quanto la legge non lo consente. Per gli ortaggi e i vigneti, per esempio, ci sono contadini che hanno preso un capannone in affitto all'Avanella con costi che però vanno a gravare pesantemente. Acqua piovana, pozzi e cisterne, ecco le soluzioni che da temporanee sono diventate quotidiane per questa piccola frazione al confine con Barberino Val D'Elsa. Di recente c'è stata l'ennesima riunione fra i cittadini e le opposizioni. Lo stesso Comune era stato invitato ma secondo le famiglie interpellate, nessuno dell'amministrazione comunale, si è presentato. I cittadini però «non credono ormai alla politica, nonostante vi sia una raccolta firme in corso per sollecitare la questione». «La questione va portata con urgenza in consiglio comunale. Noi non siamo disposti più ad aspettare e mettere mano al nostro portafoglio», questo è quanto emerge dalle loro dichiarazioni. Il sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini, che ha ereditato questa una patata bollente, non si sbilancia sui tempi ma spiega che «Acque è a conoscenza del nostro studio di fattibilità e che puntiamo a risolvere celermente il problema». Secondo il piano previsto da Comune ed Acque i cittadini sarebbero costretti a spendere per poter avere l'acqua potabile ma questa opzione non verrebbe considerata dalle famiglie. «Servirà la partecipazione dei cittadini» ha concluso il sindaco Cucini. Dal 1986 si parla di intervenire in questa frazione. La Publiser, all’epoca, nel 1998 esattamente, stanziò 700 milioni delle vecchie lire. Nel 2005 il Comune ed Acque si impegnarono a risolvere gli ultimi problemi di potabilità dell'acqua, investendo nel Pian Grande, adesso è rimasto il nodo più aggrovigliato di San Donnino.
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