Il Tirreno

Empoli

Futuro agricolo per l’ex Opera pia

I primi bandi per la concessione dei poderi previsti già dal prossimo anno

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FUCECCHIO. La nuova Opera Pia, quel complesso con 13 poderi in 180 ettari nelle Cerbaie fucecchiesi, potrebbe avere nel breve periodo un futuro agricolo e non turistico. E già nel 2017 potrebbero arrivare i primi bandi per la concessione dei poderi. Sono queste le due principali novità emerse ieri in sala consiliare durante la presentazione dei risultati ottenuti dal processo partecipativo dedicato proprio all'Opera Pia, finanziato dalla Regione Toscana e realizzato da SocioLab in collaborazione con l'amministrazione comunale.

Sociolab, in sei mesi, ha portato avanti un processo di ascolto, ricevendo anche portatori d'interesse e potenziali investitori, oltre a sentire le opinioni della popolazione su questo immenso quanto complesso patrimonio ereditato dal Comune nel 1999. I prossimi passi che muoverà l'amministrazione saranno verso la fase operativa vera e propria. In primis - di concerto con la Soprintendenza di Firenze - gli uffici di via Lamarmora dovranno tentare una declassificazione degli immobili (che oggi sono vincolati), modificandone anche la destinazione d'uso da ricettivo-turistico ad agricola e non solo. Per questo servirà una variante all'attuale regolamento urbanistico. Da settembre a dicembre sarà poi aperto un avviso pubblico per la raccolta di progetti, non vincolanti, per il recupero e la riqualificazione del patrimonio.

A questo avviso per manifestazioni d'interesse seguiranno invece i veri e propri bandi di concessione che potranno prendere spunto dalle idee raccolte durante il processo partecipativo. La fase operativa sarà rafforzata dalla costituzione di una conferenza di servizi interna per favorire un iter istruttorio più snello e una valutazione dei progetti e dalla costituzione di un tavolo inter-istituzionale per accompagnare le strategie di sviluppo anche dopo la conclusione del percorso partecipativo. Saranno valutati più positivamente i progetti con ricadute sociali e, in particolare, quelli che prevedono la collaborazione con aziende e enti già presenti sul territorio. Saranno valutati anche i progetti che prevedano la presa in carico dei soli terreni oppure la presa in carico di terreni e/o fabbricati facenti parte di poderi diversi. La durata delle concessioni potrà andare da un minimo di 20 anni fino ad un massimo di 50 anni con possibilità di rinnovo. (m.s.)

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