Sicurezza
Sigari e lanterne così Limite saluta il “suo” Cicciaio
Un paese intero si è fermato per il funerale «Hai regalato gioia e sorrisi a tutti noi»
CAPRAIA E LIMITE. «Lo voglio ricordare sorridente come è sempre stato. Gentile con tutti e capace di dare gioia a chiunque incontrasse». Poche parole, scandite con un filo di voce dal figlio Alessandro, bastano a far capire chi fosse davvero Pierluigi Bellucci. E tutti quelli che lo conoscevano lo sanno bene.
Il suo buonumore e la sua voglia di vivere erano contagiosi, per questo un paese intero, quello di Limite sull'Arno ha voluto tributargli l'ultimo saluto nella chiesa di Santa Maria della Pieve. In centinaia sono accorsi ieri pomeriggio riempiendo le panche ma anche il piazzale esterno. Un grande abbraccio collettivo: «Quando verrete al mio funerale dovrete prenotare il posto» - aveva detto in passato scherzando con gli amici. E aveva ragione perché in tantissimi gli volevano bene e non sono voluti mancare per l'ultimo doloroso addio. Già dalle 12 quando il feretro è arrivato in chiesa.
Centinaia le persone che sono passate a salutarlo, come lui faceva con tutti quando li incontrava per strada. Poi col passare delle ore la chiesa si è riempita fino a diventare stracolma. Alla spicciolata sono arrivati gli amici della Casa del Popolo e del circolo che durante i funerali rimasti chiusi a lutto in onore di Pierluigi. E poi la compagna Sandra, i fratelli, il figlio Alessandro e la mamma Edda. I vecchi del paese che non hanno mancato di ricordare gli aneddoti di una vita intera insieme al "Cicciaio" e anche i ragazzi giovani, che lo vedevano quasi come un mito e che con lui avevano condiviso tanti momenti entusiasmati anche sui campi da calcio. C'erano anche il sindaco Alessandro Giunti, i carabinieri di Limite e i rappresentanti dell'associazione Penelope, che in questi mesi di attesa ed angoscia (prima che l’esame del Dna confermasse che il corpo trovato nella spiaggia del Gombo era quello del Cicciaio, del quale non si avevano notizie dal 18 marzo), è stata molto vicina alla famiglia Bellucci. Tutti uniti dal grande dolore, ma tutti con la voglia di ricordare il "Cicciaio" come avrebbe voluto lui: con un sorriso. Sul feretro tanti fiori, rose e girasoli a rammentare la sua grande vitalità e il suo entusiasmo contagioso. In mezzo alle corone anche un pacchetto di sigari, quelli che fumava sempre al circolo e che portava sempre con sé. Gli stessi che prima dell'ultimo saluto erano stati deposti all'interno della bara insieme anche ad una rosa che aveva regalato alla compagna Sandra per il suo compleanno, proprio pochi giorni prima della scomparsa. «Anche nell'ultimo istante Pierluigi non era solo, con lui c'era il Signore - ha detto don Franco Sgrilli nella sua omelia rivolgendosi alla mamma Edda». E poi quando ha chiesto ai fedeli di scambiarsi un gesto di pace ha invitato a farlo. «Come faceva Pierluigi ogni volta che lo incontravamo in paese». Tanta commozione anche quando all'altare si è presentato Alessandro, il figlio, che ha ricordato il grande animo. All'uscita dalla chiesa il feretro è stato accolto da un lungo applauso, poi gli amici hanno voluto rendergli omaggio fino all'ultimo istante e hanno deciso di accompagnarlo anche nell'ultimo viaggio. E così si sono caricati la bara in spalla, portandola a turno fino al cimitero. Una lenta processione per le vie del paese. Accompagnata da un silenzio surreale e dagli sguardi tristi e spenti dei limitesi affacciati alle finestre e ai loro balconi. La salma rimarrà al cimitero fino a domattina quando sarà portata a Livorno per la cremazione. Prima di andare verso la costa la salma si fermerà di fronte alla casa del popolo. Il loro grande “ciao” però gli amici lo hanno dato al camposanto, facendo volare in cielo, tra gli applausi scroscianti alcune lanterne rosse. Che sono volate via veloci in balia del vento, libere di muoversi senza schemi e senza limiti. Proprio come era Pierluigi.
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