Nuovi test all’ex discarica ora si cerca il manganese
Tecnici all’opera nel sito del Campaccio che è stato chiuso nel 2007 Arpat chiede approfondimenti. Nelle acque trovate tracce di elementi chimici
FUCECCHIO. Dovranno essere fatte ulteriori analisi nell'ex discarica del Campaccio in via della Querciola a Fucecchio, per individuare un'eventuale contaminazione delle acque sotterranee, cercando in particolare il manganese, un metallo che - nella sua forma pura - è tossica. Si tratta forse dell'ultimo capitolo di una storia pluridecennale, legata al destino di una ex discarica dismessa da tanti anni. Nel 2007, il Comune di Fucecchio aveva infatti previsto dei campionamenti per verificare la provenienza e la tipologia della percolazione rilevata nel ciglione del fosso sul lato frontale; vennero inseriti quattro piezometri (uno a valle, uno a monte e due sul corpo discarica), grazie ai quali sono stati ricercati idrocarburi, policlorobifenili e Cromo VI. Tuttavia, appena sono iniziati gli scavi, i tecnici si sono accorti che i rifiuti erano anche oltre la porzione prevista, con la presenza di scarti di pellame, di vetro, plastica e di altri materiali. Arpat, tuttavia, ha richiesto indagini più approfondite e dirette; da lì, ad inizio 2015, Comune (tramite Publiambiente) e Arpat hanno realizzato i dovuti campionamenti, che hanno portato a risultati non totalmente positivi, sebbene non tragici. Per quanto riguarda le acque sottostanti c'erano superamenti del manganese in tutti i campioni, di solfati e nichel in due campioni e valori al limite per quanto riguarda la presenza di idrocarburi. Tutto questo a fine 2015. E' anche emerso che i rifiuti solidi urbani presenti sono "contenuti" all'interno di terreni argillosi, con un'alta capacità impermeabilizzante. Tuttavia un problema è emerso, perchè dai carotaggi è stata evidenziata l'assenza di sistemi di impermeabilizzazione del fondo discarica, né di sistemi di copertura e sigillatura superficiale. Sotto la discarica - sempre dagli studi fatti - è emersa la presenza di una falda superficiale nell'orizzonte sabbioso tra i sei e i dieci metri di profondità. Dagli esami fatti coi piezometri è stato possibile capire che a monte e a valle non ci sono sostanzialmente problemi; discorso diverso per i piezometri "centrali" dove sono stati registrati valori sensibilmente più elevati di cloruri, solfati e nichel. Valori che stanno facendo riflettere Comune, Arpat e Publiambiente, per capire se questi sforamenti siano o meno riconducibili all'ex discarica ormai dismessa. Da qui la decisione di avviare un'indagine di rischio sanitario ambientale,ripetendo le analisi idrochimiche delle acque sotterranee (inserendo i pozzi a monte e a valle), includendo anche il manganese tra i metalli da ricercare, che prima non era stato incluso.
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