Lutto
Una vittoria silenziosa quella delle associazioni contro il maxi-centro
Nessun commento da Marino Lupi, il primo che contestò il progetto. Ma alcune realtà del settore sono favorevoli
EMPOLI. Una vittoria silenziosa quella delle associazioni che erano contrarie al polo della disabilità, e che non ha dato origine a dichiarazioni trionfalistiche quanto piuttosto ad un atteggiamento cauto. Come a lasciar intendere che - sebbene l'ipotesi "casermone sia stata "accantonata" - ci si trovi comunque su filo sottilissimo che si potrebbe spezzare in qualsiasi momento. La battaglia delle associazioni è iniziata nell'aprile del 2014, più di due anni fa, quando emerse la volontà del Comune di Empoli di vendere Villa Cerbaiola e Villa Fucini, che ospitano rispettivamente un centro notturno ed uno diurno per persone disabili e con disturbo dello spettro autistico. In prima istanza scesero in campo Marino Lupi (presidente di Autismo Toscana) e Varis Rossi, presidente di Aas (assistenza disabili psicofisici), scagliandosi contro un progetto nel quale lamentavano di non essere stati coinvolti. Il più combattivo è stato Marino Lupi, che si è subito dimesso dai comitati di partecipazione di Asl e Società della salute empolese, rischiando di portarsi dietro un'altra dimissione eccellente, quella di Giovanni Grazzini dalla carica di presidente dell'Aias (associazione italiana assistenza agli spastici), anche egli contrario al progetto.
Lupi ha smosso mari e monti in questi due anni, facendosi anche qualche "nemico" dall'altra parte ed è stato sicuramente il simbolo del no al progetto del maxi centro per i disabili: ha scritto a sindaci, onorevoli, assessori regionali e presidenti di Regione, esponendo le ragioni del No. Lupi è indubbiamente una figura di riferimento per quanto riguarda il tema dell'autismo, sia perchè è un medico sia perchè conosce benissimo la questione, essendosi battuto per anni per il futuro della casa di Ventignano (l'unica struttura "specifica" per autistici sul territorio) sia per offrire a questi ragazzi un futuro dignitoso attraverso il lavoro, ribattezzandoli gli "ortolani coraggiosi".
La sua accusa è stata più o meno sempre la stessa e cioè che si considerasse questi ragazzi più come numeri che come persone con specifiche e diverse esigenze, senza tener conto delle famiglie, che sono poi quelle che faticosamente e amorevolmente seguono questi ragazzi dal futuro incerto e difficile. Oggi Marino Lupi non vuole commentare questo traguardo raggiunto, forse perchè teme di essere ulteriormente attaccato, probabilmente perchè non le ha mai mandate a dire, anche a quelli che vengono dalla sua area politica (Lupi ha ricoperto il ruolo di presidente del consiglio comunale di Fucecchio nella passata legislatura in quota Pd). Accanto a lui si sono schierati in molti, a cominciare dalle opposizioni in consiglio comunale a Empoli, da Damasco Morelli a Dusca Bartoli. Ma c'è stato anche chi si è schierato dalla parte del progetto del Comune, come l'associazione "Fiori di vetro" che si occupa di autismo: il presidente è Alessandro Artini, rappresentante della famiglia Artini che ha messo a disposizione il terreno dove dovrebbe essere costruita la cittadella dei disabili o quel che sarà. Alla fine questa posizione si è dimostrata residuale, anche se ha fatto vedere che fra le varie associazioni non ci fosse totale accordo. Tuttavia quelle favorevoli al No hanno prevalso, sebbene questa vittoria si porti dietro uno strano silenzio. Una vittoria in battaglia e non in guerra, viene da pensare, all'interno di un conflitto silenzioso, combattuto nelle stanze delle istituzioni, tra riunioni e verbali redatti ma poi non completamente condivisi dagli attori in campo. La sensazione è che la prima battaglia sia stata vinta dalle associazioni ma che le "cannonate" non finiranno di piovere da un fronte all'altro.
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