Toscana
È del “Cicciaio” il cadavere trovato nel mare a San Rossore
Arrivate le risposte degli esami disposti dalla procura di Pisa. Ancora da chiarire come mai il sessantenne Pierluigi Bellucci sia finito in Arno. L’uomo era scomparso la sera del 18 marzo ed è stato ritrovato l’8 maggio a due passi da Boccadarno
LIMITE. L'esame comparativo del Dna non lascia spazio a dubbi. È di Pierluigi Bellucci il corpo ritrovato lo scorso 8 maggio sulla spiaggia del Gombo nei pressi di San Rossore. Dalla procura è arrivata la conferma che si aspettava: I risultati degli esami parlano chiaro, il profilo genetico del "Cicciaio" è lo stesso di quello del cadavere recuperato poco più di venti giorni fa a due passi da Boccadarno. Si conclude così nel modo peggiore una vicenda che ha tenuto col fiato sospeso una comunità intera, quella di Limite sull'Arno, che oggi piange una delle persone più amate, una delle anime del paese. E oggi per tutta Limite sull'Arno è un giorno di lutto. Si chiude un giallo che andava avanti dalla sera di venerdì 18 marzo data della scomparsa di Pierluigi. Erano circa le 23 e l'uomo, 62 anni, dopo aver passato una serata in compagnia degli amici alla casa del popolo di Limite era stato visto allontanarsi verso l'argine dell'Arno. Lo avevano notato passeggiare lungo via Dante Alighieri, poi di lui si erano perse le tracce. Avrebbe dovuto tornare nella villetta di via Agudio dove abitava con la compagna Sandra, ma invece da quel momento in poi nessuno lo aveva più visto.
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Da quel giorno Limite non è più stata la stessa e i parenti, gli amici e i conoscenti si sono adoperati con tutte le loro forze per ritrovare Pierluigi. Si sono stretti intorno alla famiglia Bellucci e hanno organizzato battute di ricerca, oltre a quelle svolte dalle forze dell'ordine, ma soprattutto hanno chiesto verità con una manifestazione in piazza che ha coinvolto centinaia di persone. Tutti uniti nella speranza di riuscire a trovare una traccia, un indizio, una testimonianza che aiutasse a capire cosa era accaduto a quest'uomo che tutti i limitesi hanno sempre amato.
Della vicenda si sono occupate tante trasmissioni televisive, da Chi l'ha Visto a La vita in diretta e tante testimonianze di affetto e aiuti nelle ricerche sono arrivate anche dall'isola d'Elba dove Bellucci aveva vissuto per diversi anni e dove ritornava saltuariamente. Uno slancio di generosità immenso andato avanti per settimane. Fino a qualche giorno fa quando è stato ritrovato un cadavere in spiaggia e le speranze hanno iniziato ad affievolirsi. Quel corpo, di stazza robusta e alto all'incirca un metro e settantacinque presentava alcuni particolari inequivocabili. Su tutti una placca in metallo all' altezza della tibia della gamba sinistra, identica a quella che era stata messa a Bellucci in seguito ad un incidente motociclistico. Dettagli che hanno fatto subito pensare che quel cadavere fosse davvero il suo. E così era, come hanno confermato il test del Dna. Ora non resta altro che un grande vuoto, ma anche qualche punto da chiarire. Adesso infatti si apre un altro capitolo. Restano da capire le cause che hanno portato alla morte dell'uomo e come sia finito nel fiume. Sin dalle prime ore in cui Bellucci è scomparso infatti i familiari, gli amici e i conoscenti hanno sempre scartato l'ipotesi di un gesto estremo. Pierluigi era un una persona vivace e piena di vita e proprio poche ore prima di scomparire nel nulla aveva ricevuto la notizia che sarebbe diventato nonno. Insomma non c'era nessun motivo per cui avrebbe dovuto togliersi la vita. Ma allora che cosa è successo al "Cicciaio"? Ha avuto un malore ed è caduto, oppure è scivolato in Arno? Oppure ha trovato qualcuno che voleva fargli del male? Domande alle quali potranno dare una risposta solamente i risultati dell'autopsia e dei test effettuati sul corpo all'istituto di medicina legale di Pisa nei giorni successivi al ritrovamento. Solo l'esito degli esami potrà rivelare come è morto Pierluigi Bellucci.
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