La manifestazione
Professore contesta il governo
L’empolese Guerrini si dimette dal comitato tecnico per le biblioteche
Dimissione denuncia contro il governo da parte di un autorevole professore universitario empolese, Mauro Guerrini, che era (a questo punto) presidente del comitato tecnico scientifico per le biblioteche e istituti culturali. Con lui si è dimesso tutto il comitato, al centro della polemica il numero troppo esiguo di funzionario bibliotecari che devono essere assunti con il concorso in atto. A raccontarlo è proprio il professor Guerrini. « Ho inviato al ministro per i beni e le attività culturali e del turismo Dario Franceschini la lettera di dimissioni dell'intero comitato tecnico scientifico per le biblioteche e gli istituti culturali. Il Comitato ha voluto così esprimere il proprio sconcerto e il profondo disagio per quanto previsto dal bando di concorso per funzionari bibliotecari in base al quale, nell'ambito del concorso per l'assunzione di 500 nuovi funzionari, è stato previsto il reclutamento di 25 unità da inquadrare nel profilo di funzionario bibliotecario, ovvero il 5 % del totale dei posti».
In questa situazione, «mentre da un lato appare in serio pericolo l'effettivo esercizio da parte dello Stato delle funzioni di tutela sui beni librari, lo stesso futuro di molte tra le principali biblioteche del nostro paese risulta irrimediabilmente compromesso e fortemente pregiudicata la possibilità per esse di continuare a poter svolgere un adeguato servizio al pubblico e a favore dell'intera comunità nazionale - va avanti il professore universitario - Basti pensare che nelle sole regioni di Lazio e Toscana, dove è concentrato il più alto numero di biblioteche pubbliche statali, comprese le due biblioteche nazionali centrali, chiamate a garantire l'erogazione dei servizi bibliografici nazionali, la carenza in organico di figure di funzionario bibliotecario ammonta a 37 unità, a fronte delle 15 per le quali è prevista l'assunzione».
«Nella convinzione di non poter condividere tali scelte e della sostanziale inutilità dello sforzo fin qui intrapreso a favore delle nostre più importanti e significative biblioteche, anche con l'elaborazione di specifiche proposte di intervento che non possono prescindere dal ricorso a un adeguato personale tecnico scientifico - conclude - ci siamo dimessi, seppur con rammarico e dispiacere, non ritenendo in una tale situazione di poter più fornire alcun utile contributo al futuro delle nostre biblioteche statali».
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