Il Tirreno

Empoli

La banda di truffatori colpisce due novantenni

di Francesco Turchi

Ormai è boom nel circondario, ladri in fuga con soldi e gioielli

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EMPOLI. C’è chi si spaccia per carabiniere, chi per una vecchia amica. E chi si presenta come un tecnico incarica di effettuare un sopralluogo. Qualcuno si fa preannunciare con una telefonata, altri si attaccano al campanello. Tutti, oltre ad essere truffatori, sono senza cuore. Perché se la prendono con gli anziani, prendendo in giro i loro sentimenti e lasciando un segno indelebile nella loro mente, fatto di rabbia e vergogna, per esserci cascati. E poi li vanno a colpire in quello che dovrebbe essere il luogo che sentono come più sicuro, la casa. Ormai nel circondario è allarme per i truffatori a domicilio. Gli ultimi due casi (le vittime sono ultranovantenni) si sono verificati praticamente in contemporanea, in pieno giorno, a Empoli: forse è solo un caso, ma non è escluso che ci sia una regia unica, un’organizzazione che sguinzaglia truffatori su tutto il territorio, con il compito di provarci di continuo, bussando porta a porta e utilizzando le scuse più svariate per fare breccia nel cuore del malcapitato di turno, convincerlo a farsi aprire la porta per poi uscire con soldi e/o gioielli.

Falsa amica. Sono le 15.30, una 93enne è affacciata alla finestra di casa sua. Una donna si ferma al cancello: «Ciao, come stai? Ti ricordi di me?». L’anziana resta perplessa. «Non mi riconosci? Ma come? Se mi apri ti vengo a salutare volentieri». Entra in casa e la sceneggiata continua: «Che piacere rivederti, ti do una mano a rifare il letto». Poi la volta: «Mi faresti un caffè?». La padrona di casa va in cucina e la ladra rovista ovunque: raccoglie soldi e gioielli. Ma non scappa subito. Manca ancora la beffa. Va nell’altra stanza, beve il caffè con l’anziana e poi la saluta e se ne va.

Paghi la cauzione. Ma ci sono anche i truffatori che si spacciano per falsi tecnici di acqua, gas o luce. O per carabinieri, come è successo in mattinata a una donna, novantaduenne di Empoli. Che ha aperto la porta a un sedicente militare (in abiti civili), che non ha neanche avuto bisogno di esibire alcun documento. È bastata la parola “carabiniere” per conquistarsi la fiducia dell’anziana: «Suo figlio è stato arrestato, può essere rilasciato solo dietro pagamento di una cauzione». Si è preso un migliaio di euro e alcuni gioielli e se n’è andato. Anche questa “sceneggiata” è piuttosto ricorrente. Esistono anche una serie di varianti: spesso infatti, anche nella nostra zona, l’arrivo del falso carabinieri è anticipato e annunciato da una telefonata, spesso di un sedicente avvocato.

L’altro caso. Mentre sono in corso le indagini dei carabinieri di Empoli, i truffatori non si fermano e continuano a battere a tappeto la provincia di Firenze. Ieri mattina a Scandicci, due persone hanno derubato una donna di 81 anni: uno indossava un gilet con la scritta “carabinieri”, l’altro si è spacciato per tecnico della società Publiacqua. A suon di bugie sono riusciti a entrare in casa. A quel punto hanno convinto la vittime a consegnare i gioielli che aveva in casa e a riporli in un sacchetto: «Li custodiamo noi», le hanno assicurato. E sono spariti nel nulla. Lasciandosi alle spalle un’altra anziana disperata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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