Il Tirreno

Empoli

Con i corsi si trova lavoro ma quest’anno sono azzerati

di Marco Pagli
Con i corsi si trova lavoro ma quest’anno sono azzerati

Concluso un ciclo biennale Asev per cuochi, più della metà hanno già un impiego Ma i progetti sono stati tagliati: dal 2014 siamo passati da 106 a nessun allievo

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EMPOLI. La conclusione di uno dei corsi drop out organizzati dall'Agenzia per lo sviluppo e rivolti a giovani che non hanno assolto l'obbligo formativo (cioè hanno abbandonato la scuola prima dei 18 anni) è l'occasione anche per presentare i risultati dell'attività formativa dell'agenzia. Risultati che hanno una doppia faccia. Da una parte c'è la soddisfazione perché chi esce dai corsi trova lavoro nel 63% dei casi dopo sei mesi. Ma dall'altra una triste conferma, già denunciata, che riguarda i corsi attivati e le persone coinvolte: nel 2014 la formazione dell'Asev ha coinvolto 106 persone, l'anno successivo 35 e nel 2016 ancora nessuno, visto che al momento non è stato possibile attivare corsi di formazione a causa dei ritardi nella formulazione dei bandi regionali.

Formazione proficua. I numeri riguardano tutti i corsi di formazione organizzati dall'Asev negli ultimi due anni. E quasi un terzo di chi partecipa ha un lavoro a pochi mesi dalla fine del corso. Nella maggior parte dei casi il lavoro è la diretta conseguenza dei tirocini svolti. E le tipologie contrattuali, per la metà di loro, sono il tempo indeterminato e l'apprendistato. «Siamo molto soddisfatti dei risultati che stiamo ottenendo - spiega Tiziano Cini, direttore dell'Asev - al momento gli unici corsi rimasti aperti sono quelli drop out, dedicati a giovani che non hanno assolto l'obbligo formativo. Quest'anno non sono ancora stati attivati percorsi formativi perché ancora non sono usciti bandi. In questi giorni ci è stato comunicato che abbiamo vinto due bandi a cui avevamo partecipato lo scorso anno, entrambi sul settore moda per un importo totale superiore ai 600mila euro, e speriamo in autunno di poter aprire le iscrizioni per un centinaio di posti».

Giovani in cucina. Proprio ieri si è concluso uno dei corsi rivolti ad under 18 per addetti alla ristorazione. Sedici i partecipanti che in due anni hanno accumulato 2.100 ore tra lezioni frontali, laboratorio e tirocinio. E di loro la metà ha già trovato un impiego prima della conclusione del percorso. «E' un qualcosa di davvero importante - afferma Martina Marchi, tutor del corso - il riconoscimento che stiamo lavorando bene. Anche perché questi ragazzi, fuoriusciti dalla scuola in anticipo spesso sono delusi da tutto ciò che è apprendimento. Con la formazione drop out vengono forniti loro alcune conoscenze di base e poi cerchiamo di inserire contenuti professionalizzanti mirati alla ricerca di un'occupazione». L'esame che si è svolto in due giorni per un totale di quattro prove ha avuto come commissari due chef d'eccezione, Sara Conforti dell'Osteria del Vicario di Certaldo e Stefano Pinciaroli del ristorante Ps di Cerreto Guidi. «Purtroppo il sistema scolastico ha un numero limitato di ore di pratica - spiegano - e ciò non favorisce i ragazzi. Mentre corsi mirati come questo dell'Asev permettono ai giovani di stare in cucina e sperimentare direttamente quello che imparano. E' un approccio importante che aiuta loro a trovare un posto più velocemente. Poi, ovviamente, hanno bisogno di fare esperienze, continuare a studiare e affrontare tanti sacrifici per andare avanti in questa professione. Ma questo è un buon primo passo». Un punto di vista condiviso anche da uno dei docenti del corso, lo chef Maurizio Zeni. «Molti arrivano abbagliati dalle luci dei media - dice - ormai il mestiere di cuoco è tra i più ambiti e molti pensano che ci si possa improvvisare. Qui i ragazzi imparano cosa significa davvero stare in una cucina. Ma lavorando si tirano fuori belle professionalità». Negli ultimi due anni sono stati lanciati otto corsi per giovani che hanno abbandonato la scuola. Due sono per cuochi (di cui uno terminato ieri), due per sala e bar, uno per produzione di capi di abbigliamento, uno per magazzinieri e due per meccanici auto. I finanziamenti arrivano dalla Regione e dal ministero del Lavoro. Si tratta di corsi biennali con oltre duemila ore di frequenza e ognuno ospita dai 15 ai 20 partecipanti, che vengono seguiti da tutor.

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