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Empoli

Rifiuti radioattivi scoperti in fabbrica abbandonata

Rifiuti radioattivi scoperti in fabbrica abbandonata

È un fusto di uranite. Ma oltre a questo pericoloso materiale, nel capannone di Mercatale sono stati stoccati quintali di sporco di ogni tipo

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VINCI. Non è la prima volta che accade, il Comune è stato costretto a intervenire perché una ex fabbrica è stata riempita di rifiuti. Era già accaduto di recente sulle colline del Montalbano, a Vitolini.

Tra l’altro all’interno di quello che fino a poco tempo fa era un sito produttivo sono state trovate sostanze radioattive. Il Comune di Vinci ha emesso un'ordinanza per la rimozione dei rifiuti, anche pericolosi, accumulati nei locali dismessi dell'ex Vetreria in Toscana, che è situata in via provinciale Mercatale 52 e ha ordinato la conseguente messa in sicurezza dell'area. Presso la vecchia ditta, infatti, da una relazione dell'agenzia Arpat è emersa la presenza di materiale radioattivo all'interno di un contenitore con la scritta “uranite”. Questa sostanza è pericolosa e veniva usata anche per la lavorazione del vetro.

All’interno sono stati trovati sacchi e bidoni usati per la produzione del vetro. Ma anche quintali di rifiuti ammassati che sono stati messi da qualcuno che ha pensato che i locali fossero una gigantesca pattumiera.

Trattandosi di area privata, l’amministrazione comunale non può intervenire direttamente e rimuovere le sostanze pericolose e i quintali di rifiuti che sono stati ammassati. Da qui la necessità di emettere l’ordinanza, che è indirizzata al curatore fallimentare dell'ex Vetreria, il quale dovrà provvedere con la massima urgenza allo smaltimento dei rifiuti.

In particolare, l'atto amministrativo prescrive innanzitutto la messa in sicurezza del contenitore del materiale radioattivo, il cui trasporto e smaltimento dovranno essere eseguiti sotto la supervisione di Arpat. Fino a che il fusto contenente i rifiuti radioattivi non sarà posto in sicurezza, l’area dello stabilimento non deve essere resa accessibile per la prosecuzione delle operazioni di rimozione rifiuti.

Quindi dovrà essere completata la chiusura di ogni accesso all’immobile, in quanto, come indicato nella relazione di accertamento Arpat, vi è ancora una via di accesso sul retro. E il cancello è aperto e chiunque può entrare.

Successivamente, si dovranno rimuovere e avviare a regolare smaltimento e recupero tutti i rifiuti che sono stati stoccati nell’area dello stabilimento.

Una volta completata la loro rimozione, il curatore fallimentare dovrà proporre un piano di investigazione per la verifica di eventuali contaminazioni del sito.

Questo ritrovamento conferma che certe brutte abitudini sono ancora consolidate e c’è chi butta i sacchi ovunque non preoccupandosi degli effetti sull’ambiente e la salute.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web