Il Tirreno

Empoli

Ex casa del fascio, dopo 14 anni si parte davvero col recupero

Ex casa del fascio, dopo 14 anni si parte davvero col recupero

Aggiudicati i lavori per la messa in sicurezza dell’immobile in disuso accanto alla casa del popolo. Ora devono essere trovate altre risorse

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Dopo un’attesa infinita si parte. Un momento che la comunità di S. Maria ha agognato e che ora, a 14 anni dall’acquisto del Comune, si materializza con l’aggiudicazione all’impresa edile che metterà mano al recupero dell’ex casa del fascio, accanto alla casa del popolo.

Un intervento chiesto in tutto in modi e con forza dalla comunità, sia in passato ma anche attraverso una raccolta di firma organizzata l’anno scorso e capitanata dal presidente della casa del popolo Piero Bartalucci che tra l’altro aveva lanciato anch l’idea di allargare le attività in modo da realizzare un grande centro di aggregazione utilizzando sia gli spazi attuali che quelli accanto, in disuso ormai da oltre mezzo secolo. Il via libera per i lavori di consolidamento e restauro dell’ex casa del fascio di Santa Maria, in via Livornese è stato dato dall’ufficio appalti del Comune che ha affidato i lavori alla ditta Moresi di Firenze. Si tratta del primo stralcio per un importo complessivo di oltre 100.000 euro. «Era un impegno preso con i cittadini - aveva spiegato il vicesindaco Franco Mori -, la messa in sicurezza dell’edificio dal punto di vista strutturale ne impedirà il degrado totale e un possibile successivo recupero».

Purtroppo l’iter autorizzativo della Soprintendenza ai beni artistici e architettonici è stato particolarmente lungo.

Il progetto degli uffici tecnici del Comune era stato presentato nel luglio 2014, il parere era arrivato solo ad aprile 2015 e, dopo le modifiche richieste, era divenuto esecutivo. Insomma un iter burocratico che ha ritardato i lavori, il primo step in attesa poi di trovare altre risorse per poter andare avanti nella ristrutturazione complessiva.

L’edificio in via Livornese fu inaugurato nel 1932, in pieno ventennio fascista. Poi al termine della seconda guerra mondiale, come successe anche in altri edifici, furono tolti gli stemmi del regime e l’immobile diventò una casa del popolo e successivamente furono costruiti anche alcuni annessi esterni.

Negli anni seguenti l’edificio, che era di proprietà del Demanio, è stato abbandonato a se stesso e solo nel 2002 è divenuto proprietà del Comune.

Si tratta di 190 metri quadrati su un piano, più altri 90 metri quadrati di annessi esterni fra cui un ’teatrino’ all’aperto che si affaccia su una corte interna. L’area da ormai un decennio non è accessibile, alcune parti sono pericolanti e in pieno degrado.

Il primo intervento infatti riguarda il consolidamento della struttura. Poi dovrà essere valutato cosa farci e, come è stato assicurato anche dall’amministrazione, saranno coinvolte anche le associazioni del quartiere.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web