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Un viaggio nel tempo dall’Arno al Padule

Un viaggio nel tempo dall’Arno al Padule

Ecco i temi scelti dalle dodici contrade per il corteggio storico di domani con 1.200 figuranti

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FUCECCHIO. Se la corsa è il momento più atteso, non è da meno il corteggio storico con 1200 figuranti per le vie del centro (partenza alle 9.30 da piazza Moro e arrivo in via Castruccio): in palio l'ambito premio Cardini. Ecco i temi.

Borgonovo. I biancorossi si concentrano sulla figura di Clarice Orsini, moglie di Lorenzo il Magnifico e madre di Papa Leone X. Nel corteo di Borgonovo verrà raffigurata l'unione dei due casati (quello dei Medici e quello degli Orsini).

Botteghe. I mastri bottai: questo è il tema dei gialloviola. Tra il XII e il XVI secolo la vinificazione e la conservazione degli alcolici avveniva in botti e tini realizzati con doghe di legno. Ancora oggi questa antica arte permette di realizzare i contenitori per trasportare e consumare vini e liquori di qualità.

Cappiano. Compro, baratto e vendo: il mercato anima del borgo antico e luogo d'incontro e scambio, in cui si intrecciavano cultura e storia, simboli e tradizioni. Il mercato, dunque, come inesauribile rappresentazione della vita.

Ferruzza. In un tabernacolo costruito davanti la fonte nove Ferruccia nell'estate del 1473 fu affrescata una figura della Vergine Maria che sarà chiamata Vergine Ferruccia o Vergine della fonte Ferruccia. La sfilata aprirà con l'immagine vera del dipinto del maestro Filippino Lippi, che è stata recentemente attribuita a Lippi grazie ad uno studio della professoressa Aurora Del Rosso.

Massarella. Il Padule al centro. Nella seconda metà del 1600 la comunità di Massa Piscatoria (l'antica Massarella) viveva uno dei suoi momenti più bui, tra carestie e pestilenze. La popolazione, tuttavia, provava a sfruttare ogni risorsa offerta dal Padule: dalla pulizia degli indumenti all'igiene personale fino al sostentamento per coltivazioni e greggi.

Porta Bernarda. I rossoneri riprodurranno uno spaccato del casato del dominus Bernardo Simonetti, simbolo della contrada. Egli non era registrato col nome del padre ma solo con quello del lavoro che svolgeva, come quasi tutti i fucecchiesi del tempo; questo fa pensare che come orefice fosse noto a tutti guadagnandosi una posizione prestigiosa.

Porta Raimonda. La capitana metterà in scena la condizione della donna a Fucecchio nel 1400. Verranno portate per le strade di Fucecchio le storie di due bambine nate nel XV secolo, una dal volgo e una da famiglia nobile, rappresentandone i differenti destini a cui andranno incontro. In cima al corteo ci sarà il capitano Raimondo da Cardona, dal quale la contrada prende il nome.

Querciola. Gli arancioverdi hanno scelto «la festa di San Giovanni, fra sacro e profano», che prendeva avvio il 22 giugno e finiva il 24, giorno in cui si esprimeva la devozione per il santo, con liturgie sacre e riti profani, dalla preparazione dell'acqua di San Giovanni al "fugademonium", lo "scacciadiavoli".

Samo. I rossoblù - nell'anno del giubileo straordinario della misericordia - presentano il tema del pellegrinaggio religioso, l'atto volontario col quale un uomo abbandona i luoghi conosciuti, le proprie abitudini e il proprio ambiente per recarsi in religiosità di spirito fino al santuario che si è liberamente scelto o che gli è stato imposto dalla sua penitenza.

San Pierino. “La chiesa di San Pietro, l'Arno e le nostre origini”: è il tema scelto dalla contrada arancioblù, che nel 1200 era un piccolo borgo composto da un centinaio di persone, riunite in 18 famiglie, la cui vita era dedita all'agricoltura e soprattutto alla pesca, grazie alla pescosità dell'Arno. Il fiume, infatti, regolava ogni attività degli abitanti della zona.

Sant'Andrea. Il popolo insuese incentrerà il suo corteggio sulla consorteria dei Della Volta, partendo dell'esponente più conosciuto, Guidaccio di Raduccio dei Giuillicioni Della Volta. Dietro a lui Monna Altezza dei Frescobaldi, moglie di Guidaccio, con due ancelle, oltre ad altre tre coppie nobili di questa consorteria. Dopo, invece, occhi puntati sulla badessa del Monastero di Gattaiola di Lucca, che si fregiava del titolo di "Episcopessa".

Torre. "Fucecchio 1672: la guerra dei moccoli". E' questo l'originale tema scelto dalla contrada Torre. I moccoli sono i resti delle candele accese dai fedeli in chiesa, che venivano rivenduti da due compagnie concorrenti. I rivenditori non si limitavano a farsi concorrenza ma si insultavano, si minacciavano e creavano paure e tensioni tra i fedeli presenti nelle chiese. La vendita dei moccoli era una delle risorse più importanti per poter svolgere le opere pie in paese. (m.s.)

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