Proteste
Trasparenza e Antitrust chieste dai consumatori
EMPOLI. Se il rischio c'è per le aziende del settore alberghiero e della ristorazione e per gli stessi portali di recensioni, non certo minore è l'impatto sui consumatori. Federconsumatori ne è...
EMPOLI. Se il rischio c'è per le aziende del settore alberghiero e della ristorazione e per gli stessi portali di recensioni, non certo minore è l'impatto sui consumatori. Federconsumatori ne è convinta e chiede maggiore trasparenza in un settore in cui le scorrettezze sono difficilmente arginabili. «Non è la prima volta che ci troviamo di fronte a segnalazioni di questo tipo - attacca Giuseppe Minigrilli, che dopo essere stato presidente toscano di Federconsumatori fa parte della segreteria regionale dell'associazione - la vicenda è esplosa di recente e noi facemmo un lavoro importante a questo riguardo. Quello che rilevammo allora e che continua ad essere ampiamente valido è che esistono due tipi di comportamento scorretto e anche illegale: da una parte le cosiddette società di ottimizzazione offrono pacchetti di recensioni positive a pagamento, dall'altra la stessa cosa si può fare con giudizi negativi nei confronti delle attività concorrenti». Di qui la proposta che venne avanzata dall'associazione dei consumatori e che, finora, non è stata raccolta. «Serve maggiore trasparenza e il coinvolgimento a pieno titolo di un ente terzo, come può essere l'Antitrust - prosegue Minigrilli - è l'unico modo per arginare fenomeni di questo tipo. Così com'è adesso è difficile riuscire a combattere l'illegalità, dal momento che la creazione di uno o più account anonimi da cui postare decine di giudizi fasulli è facilissimo. Non c'è un controllo da parte di un ente terzo e ciò rende difficile riuscire a far rispettare le regole. Noi chiediamo che l'Antitrust possa verificare l'identità di chi crea l'account: se un ristoratore o un albergatore si sente frodato può chiedere all'autorità di vigilare e quest'ultima può aprire un'indagine. Il problema, se anche non venisse risolto del tutto, di sicuro avrebbe un impatto decisamente minore. E poi esisterebbe una garanzia di imparzialità per gli stessi consumatori. Purtroppo questa nostra proposta non è mai stata raccolta dai portali». Stando così le cose, l'unica contromisura valida è l'attenzione degli utenti, che spesso fanno un affidamento cieco sui giudizi presenti in rete. «Diffidate sempre di quei locali che hanno solo recensioni positive - raccomanda - e valutate il numero di giudizi presenti. Inoltre, è bene comparare le valutazioni: il fatto che un'attività sia presente su più portali è una garanzia maggiore. E poi non affidatevi esclusivamente a quanto si scrive su internet. Può essere utile, ma fatelo con attenzione».
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