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Schiuma nel fiume, Acque smentisce l’Arpat «Ci sono scarichi nell’Elsa»

Giacomo Bertelli
Le schiume nell’Elsa comparse nuovamente lo scorso 1° maggio
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Le schiume nell’Elsa comparse nuovamente lo scorso 1° maggio

Un piano dell’azienda per superare il problema grazie al depuratore di Cambiano. Ma intanto restano tutte da chiarire le cause delle schiume nel fiume

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CASTELFIORENTINO. Torna prepotentemente in primo piano, coinvolgendo istituzioni, Arpat e Acque, il tema della schiuma sul fiume Elsa, che da oltre 50 anni ormai, interessa la Valdelsa, partendo da Poggibonsi e arrivando fino a Castelfiorentino, ben visibili nella loro forma e per l'odore sgradevole di chi si è avvicinato. Se da un lato Arpat non parla di scarichi nell'Elsa, dall'altra parte invece Acque fa una mappa della situazione e spiega che di tre scarichi, due saranno convogliati entro il 2019 con il depuratore di Cambiano, frazione di Castelfiorentino. Gli scarichi menzionati sono quelli che fanno parte della limitrofe frazione senese di San Gimignano, Badia a Elmi, che si trova a pochi passi dal fiume Elsa e da Certaldo. L'abitato nel corso degli anni è cresciuto e anche la stessa Acque, come spiegato dall'ingegner Andrea Ferrante, ha esentato alcuni cittadini sull'applicazione della quota di tariffa fognatura e depurazione in quanto «l'immobile non è agganciato al depuratore». 

Così, se da un lato potrebbero esservi anche scarichi industriali, responsabili da anni di questo fenomeno, Acque è al lavoro per convogliare verso il depuratore quegli scarichi domestici ed industriali che confluiscono alla Steccaia di Certaldo. Le ultime schiume infatti, inserite in un contenitore, non hanno cambiato colore e hanno dato indicazioni sulla presenza di detergenti. Scarichi industriali o domestici? «Difficile da capire» spiegò l'Arpat domenica 1 maggio sul posto, perché «i detergenti sono utilizzati dai privati e dalle industrie». Dopo l'ultima segnalazione, avvenuta il 1º maggio, con l'intervento di Arpat, la stessa agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, nega l'esistenza di scarichi visibili condottati e neppure segni o tracce di immissioni di scarichi occasionali. Eppure l'abitato di Badia a Elmi ha tre infrastrutture fognarie che scaricano direttamente in Elsa, come specificato da Acque in una nota. Sono «due che conferiscono a monte della briglia e una a valle. Per quest'ultima - prosegue la nota - è in corso la progettazione dell'opera di collegamento alla stazione di sollevamento che serve Badia a Cerreto e che conferisce le acque della frazione di Gambassi al depuratore di Cambiano. Tale opera consentirà l'eliminazione di massima parte di quello scarico entro il 2017. L'altro scarico invece, quello più grande, è incluso nel piano «di interventi previsti dall'Accordo di Programma della Regione entro il 2019 che convoglierà le acque verso l'impianto di Cambiano». Per quanto riguarda, il monitoraggio da parte dei laboratori di Acque del parametro tensioattivi nelle acque dei pozzi di attingimento potabile di Baccana (Certaldo) è in corso e proseguirà nei prossimi giorni. Tuttavia, le rilevazioni finora condotte «hanno dato esito negativo come, del resto sempre accaduto in passato a seguito di fenomeni di schiume».
 

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