Sicurezza
Nano-particella contro l’invecchiamento delle cellule
MONTAIONE. Il progetto Nanoros pronto a dare una svolta epocale alla lotta contro lo stress ossidativo e l'invecchiamento cellulare: è stato presentato ieri sera al Castello di Castelfalfi questo...
MONTAIONE. Il progetto Nanoros pronto a dare una svolta epocale alla lotta contro lo stress ossidativo e l'invecchiamento cellulare: è stato presentato ieri sera al Castello di Castelfalfi questo importante progetto reso possibile dall'Istituto Italiano di Tecnologia, Centro di Micro-BioRobotica di Pontedera in collaborazione con l'Agenzia spaziale italiana e che vedrà l'utilizzo della Nanoceria nello spazio in un viaggio condotto dall'astronauta italiano Paolo Nespoli. «Il progetto è stato vinto da Gianni Ciofani, professore associato del Politecnico di Torino e Ricercatore presso il Centro di Micro-BioRobotica dell'Istituto italiano di tecnologia a Pontedera e il fulcro della nostra ricerca sarà l'utilizzo della nanoparticella di ossido di cerio denominata Nanoceria - ha spiegato Attilio Marino, neurobiologo - questa particella ha particolari proprietà antiossidanti e grazie alle sue caratteristiche chimiche, a differenza delle vitamine, ha un effetto autorigenerante nel tempo».
La particella Nanoceria è al centro di profondi studi in tutto il mondo anche se non da un punto di vista clinico e la sua caratteristica antiossidante mette in luce le sue proprietà nella lotta contro l'invecchiamento cellulare. I primi test che vedono l'utilizzo di questa nanotecnologia sono stati fatti sulla drosophilia (moscerino della frutta): le eccezionali risposte "anti age" rilevate anche tramite questo esperimento fanno ben sperare nel futuro utilizzo medico (un futuro ancora da pianificare chiaramente) della Nanoceria. E in tutto questo come verrà coinvolta la Stazione spaziale italiana? Semplice, sarà qui che prenderà piede la parte fondamentale del progetto Nanoros. «Quello che succede durante i viaggi nello spazio è che si può notare una degenerazione muscolare e ossea più accelerata dovuta tra le altre cose all'assenza di gravità - sottolinea Marino - così come un aumento dello stress ossidativo. Con il nostro progetto vogliamo sfruttare le proprietà della Nanoceria per fermare la degradazione muscolare attraverso un test in vitro».
Chiara Capezzuoli
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