Sicurezza
Picchiata a 69 anni da 7 banditi
Barista sotto choc: «Sono stati violenti e cattivi, non resterò mai più da sola»
EMPOLI. Sette banditi a volto coperto, armati di picconi e mazze contro una donna di 69 anni. Nonostante la sfida impari, i malviventi non hanno risparmiato violenza e cattiveria. L’hanno colpita nel viso con dei sassi, per poi scaraventarla a terra senza nessuna pietà. Hanno rubato di tutto, mettendo insieme un bottino di almeno 7.000 euro per poi fuggire a piedi, attraverso la campagna. Doveva essere una notte di lavoro come tante per Lorena Bonistalli, che invece si è ritrovata catapultata in un incubo, fatto di passamontagna, bandane e botte. Brusciana, frazione di Empoli. Siamo sulla sr 429, che qui prende il nome di Senese Romana.
Sono le 2.30 di notte e Lorena è all’interno del bar Italia (comunicante con l’alimentari), in attesa della figlia Ilaria per andare insieme dal fornitore di schiacciata, alla Scala di San Miniato. Abitudini che scandiscono una vita fatta di lavoro e sacrifici. Lorena e il marito abitano al piano di sopra. È lei, ogni notte, ad attendere la consegna delle paste. «Mi sono affacciata, non c’era nessuno sul piazzale. Ho visto i vassoi appoggiati sui tavolini, come sempre». È uscita, li ha presi e li ha portati dentro al bar. Poi è tornata verso la porta, per chiuderla a chiave.
«Ma in quel momento mi sono ritrovata di fronte il primo bandito. Aveva due sassi in mano, presi probabilmente lungo i binari. Mi ha colpito al viso, poi ha scaraventata a terra».
Una sequenza agghiacciante interamente ripresa dalle telecamere di videosorveglianza. Lorena sbatte violentemente la schiena, è ferita al volto, perde sangue. I sette - con accento dell’Est europeo - mettono in atto il loro piano. In appena due minuti. Strappano due slot machine dal muro, portano via anche una macchinetta cambiamonete.
Nel frattempo c’è chi si occupa delle sigarette, svuotando completamente lo scaffale con l’aiuto di un paio di scatoloni: «Ne ho visto uno saltare dietro al bancone con l’agilità di un gatto».
Mentre accade tutto questo, Lorena ha la freddezza di scappare. Esce dal bar, va sul piazzale, chiede aiuto. Ma a quell’ora nessuno può sentirla. Anche la sfortuna gioca un ruolo importante. Perché a poche centinaia di metri ci sono due pattuglie delle forze dell’ordine: un camion ha perso il carico, che si è riversato sulla carreggiata. La barista scruta all’interno del locale, vede che ormai le attenzioni dei banditi sono rivolte altrove. E allora riesce a rientrare e a raggiungere le scale, per rifugiarsi in casa.
Nel frattempo i malviventi svuotano anche il registratore di cassa e trovano anche un pacchetto di soldi in contanti, circa duemila euro, «che dovevano essere utilizzati per pagare un fornitore e ci eravamo dimenticati di toglierli».
La beffa è completa. A quel punto, tra merce e soldi, hanno messo insieme circa settemila euro. Se ne vanno, a piedi. Portandosi via le slot e la macchinetta cambiamonete, per poi aprirsele con calma, una volta al sicuro. Scavalcano una rete di recinzione, attraversano i campi, per raggiungere - probabilmente - i complici che erano rimasti ad attenderli a bordo di un furgone o di due auto.
«Ero a Molin Nuovo - racconta la figlia Ilaria - in ritardo di cinque minuti rispetto al solito. Quando ho visto squillare il cellulare, ho pensato che mi stesse chiamando per accertarsi che mi fossi svegliata. Non le ho risposto, perché ero quasi arrivata». E invece la sua mamma voleva avvertirla di quanto stava accadendo, per evitare che anche Ilaria si ritrovasse a tu per tu con i banditi.
A Brusciana è arrivata la polizia del commissariato di piazza Gramsci, che ha raccolto la testimonianza di Lorena, ha acquisito le immagini della videosorveglianza.
Nel frattempo la sessantanovenne è stata accompagnata al pronto soccorso di Empoli, da dove è uscita con alcuni punti di sutura sul labbro e tre giorni di prognosi. Ma al di là delle escoriazioni, quello che fa più male è impresso nella mente: «Che bisogno c’era di usare tutta quella violenza? Mi hanno picchiata, minacciata, sbattuta a terra: ero da sola, cosa pensavano che facessi?».
Una risposta Lorena - visibilmente sotto choc - se la dà: «Questi sono animali, gente senza scrupoli. E poi, chissà da quanto tempo ci stavano pedinando, per sapere che a quell’ora mi trovavo da sola».
Il problema è che in questo Paese anche se li prendono poi li rimettono fuori nel giro di poche ore e loro continuano a delinquere. Ma noi - ve lo assicuro - non ne possiamo davvero più». Quel brutto pensiero -che tante volte le era passato nella mente - stavolta si è materializzato: «Quante volte dicevo, vedendo la tv e leggendo i giornali, “prima o poi vengono anche da me”. È successo davvero. E ora ho paura. Qui da sola - assicura la barista - di notte, non ci starò più».
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