«Mio marito è sceso con la pistola in pugno Non ne possiamo più»
Quando è arrivato nel locale i ladri erano già scappati Forse la banda aveva già messo a segno altri colpi
EMPOLI. «Mio marito è sceso giù con la pistola in pugno, ma loro se n’erano già andati. Altrimenti non so cosa sarebbe potuto accadere». Lorena guarda le immagini riprese dalle telecamere della videosorveglianza. Ma non ne ha bisogno. Quei terribili 120 secondi sono ben scolpiti nella sua mente, attimo dopo attimo. Le botte, le minacce, le grida. Ma nonostante tutto è riuscita ad agire con freddezza. Quando si trovava sul piazzale, mentre i rapinatori erano impegnati a ripulirle il bar, la donna è rientrata, ha attraversato il locale e ha raggiunto le scale che portano all’appartamento al primo piano, dove vive con il marito: «L’ho svegliato, gli ho detto che c’erano i ladri e lui ha preso la pistola e l’ha caricata. Poi è sceso giù».
Nel frattempo però i banditi se n’erano andati, altrimenti la situazione avrebbe potuto degenerare: «Ma questo accade - sottolinea Lorena - perché non ne possiamo più. Già in passato avevamo subito dei furti e poi se ne sentono dire ogni giorno, anche nella nostra zona».
È successo anche il 27 aprile scorso, ad appena otto chilometri di distanza. Nel mirino - poco dopo la mezzanotte - il bar-alimentari Romagnoli, a Madonna della Tosse, nel comune di Castelfiorentino, dove i titolari, marito e moglie, furono picchiati dai rapinatori da due banditi, poi messi in fuga dalle grida dei vicini: «Uno di loro - aveva raccontato Lino Romagnoli - mi è saltato addosso, sono caduto e ho sbattuto la testa Ripetevano “zitti, dateci i soldi”. Siamo disperati ma anche fortunati: poteva finire male». Alcune analogie tra i due episodi ci sono e sono al vaglio della polizia del commissariato di piazza Gramsci, che sta facendo le indagini. E che sta valutando anche altre rapine avvenute di recente con modalità simili in altre zone della Toscana.
Non è escluso, insomma, che ci sia una banda di malviventi senza scrupoli che sta passando al setaccio varie zone, seminando terrore tra i commercianti. Resta da capire - per quanto riguarda il raid di Brusciana - se i malviventi avevano pedinato e studiato le abitudini della famiglia, entrando in azione proprio quando Lorena Bonistalli era da sola, oppure se erano arrivati sulla Senese Romana per fare un furto e poi quando si sono ritrovati di fronte la donna, hanno deciso di portare avanti comunque il loro piano. (f.t.)
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