Sicurezza
Banca di Cambiano con utili per cinque milioni
Oggi l’assemblea dei soci che dovrà approvare la trasformazione in spa L’istituto castellano andrà comunque avanti da solo senza le altre Bcc
CASTELFIORENTINO. Banca di Cambiano ha chiuso l'esercizio 2015 con un utile netto di 5 milioni di euro rispetto ai 4,9 del 2014. Un risultato importante perché la banca ha sostenuto oneri per fronteggiare la crisi di varie banche e il contesto economico e finanziario è stato estremamente difficile, «con imprese che operano fra mille difficoltà». « Se vogliamo ricercare aspetti positivi - è stato spiegato nell’introduzione - è da notare che comunque la crisi sembra essere in fase recessiva con la crescita del Pil dello 0,8% a fine 2015, un piccolo segno positivo dopo molti anni di pesanti segni negativi. Ma di ben altra entità infatti dovrebbe essere la crescita per avere effetti significativamente concreti».
Il bilancio che sarà presentato oggi ai 3.213 soci chiamati a riunirsi in assemblea, vede una crescita del 6,25% della raccolta complessiva (2.526 milioni di euro), mentre gli impieghi aumentano del 4,03% (1.987 milioni). Come ha spiegato il direttore generale Francesco Bosio, questi dati sono in controtendenza con le flessioni rilevate a livello nazionale (-0,55% e -0,20%). Il rapporto impieghi/raccolta si attesta così all'88,42%. Le sofferenze lorde sugli impieghi ammontano al 10,33%. La Banca ha contribuito, poi, alle misure di contrasto alla crisi di altre Bcc e degli istituti oggetto del decreto salvabanche con 4,87 milioni. Con 38 sportelli aperti a fine 2015, la prossima apertura è prevista a Quarrata ( Pistoia) in controtendenza rispetto al dato regionale che vede una riduzione degli sportelli. Ma «il percorso andrà rivalutato alla luce della trasformazione in spa» ha sottolinea il presidente Paolo Regini, ricordando che assumendo tale forma la banca potrebbe aprire sportelli anche fuori dalle proprie province di attività: l'ipotesi è quella di arrivare «ad Arezzo e Lucca».
E infatti i soci della Banca di Cambiano saranno chiamati oggi in assemblea all’istituto Enriques per approvare il bilancio 2015 ma anche a pronunciarsi sul progetto di "way out" dal futuro gruppo unico delle Bcc, e quindi sulla trasformazione in spa. «Riconfermata la volontà, ed in questo senso posto anche uno specifico punto all'esame assembleare in sede di approvazione del bilancio d'esercizio, ai rinnovati organi sociali spetterà la svolta vitale per la nostra banca», ha dichiarato Bosio. Veicolo della trasformazione in spa, come già emerso, sarà Banca Agci, società per azioni legata all'omonima centrale cooperativa e al gruppo Cabel.
Una volta ottenuto il via libera dalla Banca d'Italia «appronteremo gli atti per la trasformazione a spron battuto», ha concluso Regini, spiegando che il nome Banca di Cambiano non cambierà: «Il marchio era ed è di qualità», ha aggiunto il presidente. E infine Banca di Cambiano, nel suo processo di trasformazione in spa, non sarà accompagnata dalle altre banche di credito cooperativo che fanno riferimento al gruppo Cabel. All'indomani dell'approvazione del decreto, Banca di Cambiano aveva avviato un giro di consultazioni sul tema con la Bcc di Pisa e Fornacette, la Bcc di Castagneto Carducci e la Bcc di Viterbo. «La differenza tra stare insieme e sposarsi non è un dettaglio», ha affermato Bosio, spiegando che peraltro «il costo del biglietto per il viaggio non è a buon mercato», in riferimento all'imposta straordinaria (il 20% del patrimonio) richiesta per operare la cosiddetta "way out" dal futuro gruppo unico delle Bcc. Gruppo nel quale entreranno invece le altre Bcc della galassia Cabel.
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