Sicurezza
La soluzione del giallo in una placca di ferro
Terminata l’autopsia sul cadavere senza nome, il dettaglio potrebbe rivelare se si tratta di Bellucci
CAPRAIA E LIMITE. Sono ore decisive per la risoluzione del giallo del cadavere ritrovato sulla spiaggia del Gombo, nella tenuta di San Rossore, nel pomeriggio di domenica scorsa. Ieri è stata completata l'autopsia a cura della dottoressa Stefania Fornaro all'istituto di medicina legale di Pisa. Si attende l'esito degli esami per capire a chi possa appartenere quel corpo senza vita ritrovato sulla battigia a circa 500-600 metri a nord di Boccadarno. Esami approfonditi per cercare di venire a capo alle cause della morte ma soprattutto per dare un nome e cognome al cadavere la cui identità è ancora ignota. Sul corpo è stata effettuata una tac, utile per accertare l'eventuale presenza di lesioni o emorragie interne, anche a livello di fratture, in modo da poter raccogliere il maggior numero di informazioni sul decesso.
Ieri invece è stata portata a termine l'autopsia, oltre agli esami istologici e tossicologici. La certezza è che si tratta di un uomo, sotto il metro e ottanta di altezza e di corporatura normale. Il cadavere al momento del ritrovamento presentava evidenti segni di deterioramento segno che probabilmente è rimasto in acqua per circa due mesi. Si cercano altri elementi per poter dare un nome al corpo senza vita anche comparandolo con le caratteristiche fisiche delle persone scomparse in Toscana nell'ultimo periodo. Tra queste c'è anche Pierluigi Bellucci, 62enne di Limite sull'Arno scomparso la sera del 18 marzo intorno alle 23 dalla casa del Popolo del paese. Si cercano alcuni indizi alcuni particolari che potrebbero confermare che quel cadavere ritrovato vicino alla foce dell'Arno sia quello del "Cicciaio". In particolare una placca di ferro all'altezza della tibia della gamba sinistra che era stata messa a Bellucci in seguito ad un incidente in moto. Se quella placca dovesse essere trovata anche sul corpo rinvenuto a Boccadarno, aumenterebbero sensibilmente le probabilità che si tratti proprio del "Cicciaio". Ma risposte ancora non ce ne sono e potrebbe anche essere necessario il test del dna. Al momento dunque non c'è nessuna certezza. Anche perché si cercano altri scomparsi in Toscana. Damiano Ricci, 43 anni, di Pontedera, di cui non si hanno più notizie dal 14 febbraio. E Paolo Donati, 74 anni, uscito il 29 febbraio dalla casa di riposo di Comeana (Prato) senza fare più ritorno.
Alessandro Marmugi
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