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Quando il cuore va in tilt, tra le ipotesi displasia o cardiomiopatia
Quando il cuore va in tilt è un evento improvviso e tragico, perché giovinezza è sinonimo di buona salute. Eppure, a volte, accade l'imprevedibile e spesso senza riuscire a trovare una causa precisa....
Quando il cuore va in tilt è un evento improvviso e tragico, perché giovinezza è sinonimo di buona salute. Eppure, a volte, accade l'imprevedibile e spesso senza riuscire a trovare una causa precisa. Puo' colpire un giovane atleta ben allenato durante uno sforzo fisico, puo' colpirlo anche in assoluto riposo, puo' colpire un giovane che pratichi attività fisica pur a livello amatoriale. Alla fine, è il ritmo del cuore ad andare in corto circuito.
La morte improvvisa non sempre risulta comunque prevedibile e prevenibile e neppure spiegabile, anche dopo l'autopsia. Sul piano clinico, le ipotesi più attendibili sono due: la displasia aritmogena del ventricolo destro e la cardiomiopatia ipertrofica. La prima è legata alla sostituzione estesa delle fibre muscolari del cuore, a livello soprattutto di questa cavità, con tessuto adiposo, cioè grasso. Si tratta di una condizione su base ereditaria che, anche in apparente stato di benessere, puo' dar luogo ad un grave disturbo del ritmo.
Il tessuto grasso non è infatti in grado di condurre lo stimolo elettrico destinato alla contrazione della pompa, a differenza di quanto avviene per il tessuto muscolare.
La seconda, sempre basata su predisposizione ereditaria, è rappresentata invece da un ispessimento delle pareti cardiache, senza una causa evidente, situazione che comunque può provocare una condizione d' insufficienza cardiaca proprio per il maggior carico di lavoro contrattile cui viene sottoposto il cuore.
La displasia, non è facile ad evidenziarsi attraverso l'esecuzione degli esami diagnostici specialistici. La risonanza nucleare magnetica potrebbe avere un ruolo, ma è indicata solo su precisi sospetti clinici. Per l'ipertrofia, invece, un' identificazione vede l'esame principale nell'ecocardiogramma ovvero l'impiego degli ultrasuoni, anche sulla scorta di alterazioni nel tracciato elettrocardiografico.
Intanto, per chiarire le cause dell’improvviso decesso, la magistratura ha disposto l’autopsia che verrà fatta domani all’istituto di medicina legale di Careggi a Firenze. A settembre dello scorso anno, sempre con le stesse modalità, morì un uomo di 40 anni, Giovanni Conte, mentre stava giocando una partita in un campo a Ponte a Elsa.
Gian Ugo Berti
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