La manifestazione
«Un solo Comune nell’intero territorio»
È la ricetta della Camera del Lavoro per combattere perdita di ricchezza e disuguaglianze sociali
EMPOLI. Impoverimento diffuso, diseguaglianze sociali e territoriali, invecchiamento della popolazione. Le ricette del sindacato per riuscire ad arginare i fenomeni inquadrati e certificati dai numeri spaziano e tirano in ballo le politiche sociali e del lavoro. Ma non solo, tanto che sul piano locale la proposta più forte è quella di creare un Comune unico dell'Empolese Valdelsa.
«I dati certificano quello che da anni noi continuiamo a dire - attacca Rossano Rossi, segretario della Camera del Lavoro di Empoli - e cioè che la crisi in questo territorio ha colpito e continua a colpire duro. È la dimostrazione che il Job Act e le riforme in campo previdenziale e sociale non hanno dato i frutti sperati. Ma il bilancio non è molto positivo nemmeno se si guarda l'assetto istituzionale del territorio. L'Unione dei Comuni non ha forza, quello che servirebbe è un Comune unico. Tanto per cominciare sarebbe più facile governare l'intera area nel suo complesso: sperequazioni come quelle che ci sono tra Empolese e Valdelsa sono insopportabili. E poi un ente da 170mila abitanti avrebbe un peso sicuramente diverso anche al tavolo della Città metropolitana e anche regionale».
L'analisi sulla situazione economica nella zona è impietosa da parte del segretario della Camra del Lavoro empolese: «Siamo arrivati ad un punto in cui il lavoro non genera più ricchezza, ma solo approssimazione - continua Rossano Rossi - I posti creati negli ultimi anni sono paragonabili a una serie C, per usare un paragone calcistico. In più sono sono pagati poco e non sono strutturali. Pensare che quasi la metà della popolazione guadagni meno di 15mila euro è qualcosa che dovrebbe far riflettere chi si trova a governare un territorio importante e variegato come quello del circondario dell’Empolese Valdelsa.
E poi c'è un aspetto di discriminazione sociale assurdo. La forbice che separa le strade tra che è sempre più povero e chi è sempre più ricco non è più tollerabile. Senza una redistribuzione della ricchezza si va davvero da poche parti».
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