Il Tirreno

Empoli

Furto all’Use, rubato pc con i nomi dei tesserati

Furto all’Use, rubato pc con i nomi dei tesserati

Al PalaLazzeri hanno portato via anche una telecamera. Aperto anche l’armadietto dei medicinali

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Un furto ai danni del PalaLazzeri, storica sede dell'Use Basket, è stato messo a segno la notte tra mercoledì e ieri: dopo anni si ripresentano i furti in questa sede sportiva. La scorsa notte più di un ladro è entrato all'interno della struttura di Ponzano forzando delle porte e portando via una refurtiva piuttosto magra ma che certo ha gettato lo scompiglio non appena la segretaria è entrata nella struttura per aprirla come di consueto. Al PalaLazzeri sono stati sottratti una telecamera, con la quale venivano riprese le partire di basket delle squadre dell'Use, e un computer portatile di estrema importanza per l'associazione. «Il portatile in questione, che certo non aveva un costo esorbitante, veniva tenuto in un armadietto non chiuso a chiave - racconta il direttore sportivoi Marco Mainardi - il danno sta nel fatto che all'interno di quel computer erano contenuti tutti i dati dei nostri tesserati che quindi adesso sono andati perduti». Forzata la porta di ingresso i ladri si sono poi diretti negli uffici della struttura dove hanno appunto trovato il fatidico pc. Il danno inferto all'associazione sportiva è soprattutto morale; ora si trova a dover gestire la riorganizzazione di quei dati mancanti oltre che fronteggiare la riparazione dei danni strutturali inferti alla struttura.

Secondo un primo rilievo sembra che i danni si siano fermati qui anche se non è da escludere che i ladri abbiano portato via anche dei contanti relativi a pagamenti effettui il giorno prima da alcuni tesserati. «Per fortuna hanno trafugato solamente queste cose ma hanno provato a forzare i distributori di vivande e la cassaforte - continua Mainardi - non ci sono riusciti, soprattutto per quanto riguarda la cassaforte». Negli scorsi anni la sede dell'Use Basket era già stata oggetto di furti e in quel caso quelli più presi di mira erano stati proprio i distributori automatici. «La cosa particolare è che hanno forzato il nostro armadietto dei medicinali - conclude il direttore dell'associazione - non so cosa volessero cercare, mi sono immaginato delle siringhe anche se non c'erano, ma in quell'armadietto si trovano ben pochi prodotti e soprattutto per le medicazioni. Credo che abbiano aperto l'armadietto per sincerarsi dei prodotti medicali che erano contenuti li dentro e non avendo trovando niente di soddisfacente non hanno portato via nulla».

Chiara Capezzuoli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web