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Battere le povertà con un euro per abitante

Battere le povertà con un euro per abitante

L’Unione dell’Empolese Valdelsa rifinanzia il progetto Win: i risultati del 2015 sono ottimi. Le storie di Giuseppe e Amal

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EMPOLI. Giuseppe ha 62 anni. Quando la pensione, per lui, era un traguardo da raggiungere velocemente, s'è trovato senza un lavoro e senza il sostegno della famiglia. La disperazione avrebbe potuto prendere il sopravvento. Ma s'è rivolto agli assistenti sociali del territorio. E dopo un breve percorso e qualche tentativo andato a vuoto, ha trovato l'appoggio di cui aveva bisogno. Da ottobre ogni pomeriggio, alle 17, va in biblioteca e svolge servizio di sorveglianza fino alle 21. «Mi occupo - dice con l'orgoglio di chi vede uno spiraglio davanti a sé - anche di piccole manutenzioni». Un servizio che gli fa intascare 500 euro ogni mese. «E intanto nutro anche la speranza che questo impiego possa portarmi dritto alla pensione». Una mezza promessa c'è, da parte della Biblioteca Comunale che è uno dei 57 protagonisti di Win (acronimo di welfare di iniziativa) un progetto nato per passare da un modello di lotta alle povertà basato solo sull'assistenzialismo al favorire l'autonomia personale e familiare con l'obiettivo di far uscire chi è in difficoltà, dalla condizione di marginalità sociale. A portarlo avanti è l'associazione Vecchie e Nuove povertà che ha creato una rete di soggetti che si occupano di politiche del lavoro e dell'assistenza nell'Empolese-Valdelsa. Si va dal centro per l'impegno alle cooperative sociali, dal Consorzio Coeso alla Caritas, le Misericordie e le Pubbliche assistenza, i Comuni, le aziende private, l'Asl e i sindacati. Una battuta, del segretario della Camera del lavoro di Empoli, Rossano Rossi, al momento della firma del protocollo che unisce tutti questi protagonisti, fa capire quant'è ampia la rete che è stata creata. «In tanti anni d'attività - disse Rossi il giorno della costituzione del gruppo di lavoro - ho firmato tanti accordi: non m'era mai capitato di farlo con un prete» ,riferendosi alla presenza di don Guido Engels, proposto della Collegiata di Empoli.

Nel 2015 i numeri raccontano di un percorso che ha ottenuto risultati importanti: otto i tavoli territoriali, 200 i contatti complessivi avuti, 1530 i colloqui; 136 le persone accompagnate nei percorsi del progetto. Per 62 sono stati attivati tirocini non curriculari; 30 gli inserimenti socio assistenziali, due i tirocini avviati con la formula Garanzia Giovani, 2 gli inserimenti con contratto di lavoro attivo e uno inserito nell'ambito della legge sulle categorie protette. Le persone che oggi godono del progetto e sono seguite dai tutor sono 69.

«Siamo i referenti degli otto tavoli _ spiegano Enrica e Valentina, due tutor - selezioniamo chi può accedere al progetto Win, seguiamo l'intero percorso: insieme al Centro per l'impiego viene stabilito il grado di occupabilità della persona e poi siamo anche il tramite con l'azienda, cercando di risolvere ogni questione possa emergere».

Il progetto anche per il 2016 viene finanziato. «Abbiamo messo a disposizione di Win - spiega Paolo Pomponi, sindaco di Montaione con delega ai servizi sociali per il territorio dell'Unione Empolese-Valdelsa - circa 175mila euro, ogni comune contribuisce con un euro per ogni abitante».

Non bastano: il progetto costa 228mila euro. Gli altri soldi arrivano dal lavoro di raccolta fondi che viene svolto durante tutto l'anno con diverse iniziative. Anche perché, come spiega l'assistente sociale Paola Fortini, che è un po' l'anima di Win, «nel nuovo progetto la rete va integrata, va ampliato l'aspetto informatico e va aumentato il coinvolgimento dei soggetti».

Un tema, questo, che mette in luce anche Claudio Freschi, presidente del consorzio Co&so. «Il progetto si regge su tre parole chiave - spiega Freschi- la reciprocità, che si traduce nel welfare di comunità. Significa che aiutandoci a vicenda, tra tutti i soggetti che partecipano a Win, potremo farcela ad aiutare chi è in difficoltà. Poi c'è la responsabilità condivisa, che deve diventare una cultura nuova, per contrastare le povertà e infine la sussidiarietà circolare: vale a dire far girare le risorse e le energie in ogni ambito».

Ne è un esempio Amal, 22 anni origine marocchina, trapiantata in Valdelsa. Si è trovata a condividere le difficoltà della sua famiglia e si è messa a disposizione perché del suo nucleo familiare era la più inserita nel tessuto sociale. «All'inizio sono stata impiegata in una cooperativa sociale, con compiti di segreteria. Ora cerco di dare il mio aiuto al progetto: curo gli immigrati nel centro di accoglienza a Martignana. Svolgo il ruolo di mediatrice linguistica e culturale».

È quel dare-avere che tutti, quando hanno deciso di formare questa rete di sostegno, si auspicavano accadesse. Lo spiega bene don Guido Engels, che dell'associazione Vecchie e Nuove povertà è il presidente. «Abbiamo unito le nostre forze per dare a chi chiede aiuto anche la possibilità di acquisire autonomia. E alla fine abbiamo scoperto una grande risorsa. Tutti i soggetti hanno dimostrato una grande voglia di partecipare e lavorare a questo percorso. Un percorso fatto per camminare insieme. A volte il problema è guidare: quando si cammina, senza una guida, ognuno è chiamato a fare la sua parte. Questa è la filosofia del progetto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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