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Empoli

Lo stipendio arriva a rate, parte la protesta

Lo stipendio arriva a rate, parte la protesta

Alla cartotecnica Maestrelli sciopero spontaneo dei lavoratori: «La proprietà non ci ha avvertito»

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I lavoratori della cartografia Maestrelli di Empoli hanno scioperato per l'intera giornata di ieri e hanno tenuto un presidio di fronte ai cancelli della fabbrica fino al pomeriggio. La motivazione dello sciopero - che è stato spontaneo - è la decisione unilaterale da parte dell'azienda, rappresentata dall'amministratore delegato Cesare Michelin, di rateizzare gli stipendi di aprile in tre tranche. In sostanza, l'importo che sarebbe dovuto arrivare tra il 10 e il 15 di aprile ancora non è stato liquidato interamente. Sono state pagate, infatti, le prime due tranche dal 40% ciascuna, mentre la terza del 20% sarà pagata solo il 6 maggio. I lavoratori hanno lamentato il fatto che dall'azienda non fosse arrivato nessun segnale di concertazione su una decisione di tale importanza. «I lavoratori, spontaneamente, hanno deciso di non entrare a lavoro a causa di tale scelta - spiega Salvatore D'Amico della Slc Cgil - la Rsa nei giorni scorsi aveva provato a chiedere un incontro per avere delle spiegazioni e ricevere rassicurazioni sul pagamento dello stipendio. Ma l'amministratore delegato non ha accolto questa richiesta e ha lasciato perplessi i lavoratori». La situazione si è distesa nel pomeriggio di ieri, quando una delegazione è stata ricevuta negli uffici dell'azienda. «Siamo stati ricevuti e lo stesso Michelin ha assicurato che la terza tranche arriverà il 6 di maggio - continua D'Amico - e soprattutto che in futuro aprirà un confronto con le rappresentanza sindacali prima di prendere decisioni di questo tipo». Lo sciopero ha coinvolto quasi tutti i lavoratori dell'azienda, che sono rimasti una trentina dopo gli esuberi avvenuti nel dicembre scorso. Pochi giorni prima della fine dell'anno, infatti, l'azienda comunicò che avrebbe proceduto a dei licenziamenti. Dopo la contrattazione sindacale 10 lavoratori furono messi in mobilità e altri tre decisero di uscire volontariamente, su un totale di 44 addetti. «A causa della mancanza di liquidità, che poi è la stessa ragione che ha portato al pagamento scaglionato dello stipendio di aprile - conclude il rappresentante della Slc Cgil - coloro che sono stati licenziati hanno subito una rateizzazione delle spettanze. Tutto questo non ha certo contribuito a distendere gli animi in questi mesi e i lavoratori hanno deciso giustamente di scioperare per difendere la loro dignità e i loro diritti».(m.p.)

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