Il Tirreno

Empoli

Condannati ai cattivi odori «Sono tipici delle concerie»

di Marco Sabia
Condannati ai cattivi odori «Sono tipici delle concerie»

Dopo le proteste per le maleodoranze a Cappiano interviene l’assessore comunale Tarabugi: «Dai controlli Arpat non emerge alcuna anomalia, capisco i disagi ma non c’è niente di allarmante»

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FUCECCHIO. I rilievi di Arpat - in seguito alle proteste a Cappiano per le maleodoranze nella zona conciaria - non hanno evidenziato sforamenti né situazioni anomale: ad assicurarlo è l'assessore all'ambiente Silvia Tarabugi che ha confermato come non siano emerse criticità nei recenti campionamenti, senza quindi ipotesi di illecito.

Le maleodoranze, quindi, sarebbero riconducibili ai normali effetti dell'attività conciaria. La questione è nata nel marzo scorso ed evidenziava la presenza di maleodoranze nella zona fra il distretto industriale e il depuratore, sia di giorno che di notte. La gente lamentava di percepire uno sgradevole odore di "chimico", oppure di gas, a seconda dell'ora del giorno. Da qui la richiesta di ulteriori controlli, per capire se l'odore poco gradevole può nascondere minacce per la salute dei residenti e di chi ci lavora. E' chiaro che la lavorazione della pelle produca odori "tipici", che in alcuni casi non sono esattamente piacevoli: Arpat al momento non ha segnalato anomalie durante i controlli già effettuati a cadenza regolare. Sul depuratore, invece, vigila giornalmente Aquarno, la società che - attraverso il depuratore di Santa Croce - accoglie i fanghi reflui di Fucecchio dopo che la struttura di Cappiano è stata chiusa in seguito allo scandalo sulle manomissioni dei campionatori. Le verifiche avvengono attraverso le centraline per controllo qualità dell'aria (quella di riferimento per il Comune di Fucecchio è la stazione di Santa-Croce sull'Arno) e attraverso il centro di telerilevamento voluto da Regione, Provincia di Pisa, Comuni di Castelfranco di Sotto, Fucecchio, Montopoli Val d'Arno, San Miniato, Santa Croce sull'Arno e dalle ditte aderenti. Nell'impianto di Ponte a Cappiano al momento è previsto il telerilevamento del parametro pH basico. Inoltre ciascuna azienda viene mensilmente ispezionata per controllare lo stato dei sensori posizionati, la loro calibrazione e manutenzione periodica. Comunque, a sentire Tarabugi, non ci sono particolari problemi nella zona conciaria fucecchiese: «Arpat ha continuato a controllare e non ci ha comunicato nessun tipo di anomalia: capisco che i cattivi odori possono creare disagio ma dai controlli fatti non è emerge niente di allarmante. Purtroppo l'attività conciaria si porta con sé degli odori tipici che fanno parte del processo della conciatura del pellame». Va detto che in quel periodo in quella zona gli odori fastidiosi e poco tollerabili si sono presentati a più riprese, come hanno confermato gli abitanti. Ma - a quanto pare - si tratta "soltanto" di odori che fanno parte di questa lavorazione, la quale è caratteristica della zona tra Fucecchio, Santa Croce sull'Arno, Castelfranco e non solo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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