Il dolore
Picchiati dai rapinatori dentro al loro bar
Blitz nella notte a Castelfiorentino, i titolari assaliti da due banditi che poi vengono messi in fuga dalle grida dei vicini
CASTELFIORENTINO. Hanno aspettato che gli ultimi clienti abituali se ne andassero e sono entrati in azione. Picchiando il titolare, minacciando sua moglie. Per poi fuggire a mani vuote. Un incubo andato in scena poco dopo la mezzanotte di ieri, nel bar alimentari di Lido Romagnoli in via Sanminiatese in località Madonna della Tosse, nel comune di Castelfiorentino.
I rapinatori sono due, entrambi a volto coperto, vestiti di nero; giovani, entrambi stranieri. Sono armati di manganello.
Lido ha appena chiuso il cancello esterno e sta inserendo la chiusura automatica della porta d’ingresso della sua attività: «Ho visto qualcosa con la coda dell’occhio e poi un uomo mi è saltato addosso. Sono caduto e ho sbattuto la testa».
I malviventi non risparmiano la violenza: uno blocca Romagnoli a terra, spingendogli i ginocchi contro le costole e la schiena, per non farlo muovere; l’altro si scaglia contro la moglie, Daniela Desideri, minacciandola pesantemente mentre lei è rannicchiata dietro al bancone, sotto choc. «Continuavano a ripetere “zitti”, “soldi”. C’erano i gratta e vinci, le sigarette, gli spiccioli. Ma evidentemente a loro non interessavano. Volevano l’incasso».
Lido - terrorizzato - cerca di divincolarsi con tutte le sue forze, inizia a gridare con la speranza di attirare l’attenzione dei vicini. E ci riesce. Una donna - che si trova nelle vicinanze del bar-alimentari - sente le urla provenire dal locale. E a sua volta si mette a gridare. La sente il marito, che è in casa. Spalanca le finestre e urla a sua volta: «Chiamo i carabinieri, chiamo i carabinieri», ripete.
Un imprevisto che, di fatto, manda in fumo il piano dei banditi. Capiscono di essere stati scoperti, di avere ormai i minuti contati prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
E decidono di mollare. Se ne vanno di corsa, facendo perdere le loro tracce, lasciando i coniugi Romagnola nella disperazione.
Chiedono l’intervento dei carabinieri, che effettuano i rilievi e - soprattutto - acquisiscono le immagini riprese dalla videosorveglianza dell’attività, che potrebbero fornire elementi utili per individuare i due malviventi.
Poche ore dopo Lido e sua moglie sono tornati dietro al banco, come ogni giorno da quasi cinquant’anni. Ma l’amarezza si mescola alla paura e quel maledetto “film” continua a passare davanti ai loro occhi. Ieri sera hanno abbassato la saracinesca con un paio d’ore d’anticipo rispetto al solito.
«È una sensazione bruttissima. Pensi che la casa sia il tuo rifugio e poi ti ritrovi in una situazione del genere: ti senti tradito. Siamo disperati. Ma anche fortunati, perché oggi (ieri), siamo di nuovo qui a lavorare».
La violenza dei due rapinatori poteva portare a un epilogo ben più grave: «Non auguro a nessuno di provare quello che abbiamo provato io e mia moglie: è una sensazione terribile. Come si fa a vivere in un mondo così?».
Francesco Turchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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