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Il Comune chiude una pizzeria a Empoli

Francesco Turchi
Il Comune chiude una pizzeria a Empoli

L’accesso diretto a un circolo privato garantisce una via di fuga in caso di controlli, scatta l’ordinanza

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EMPOLI. In quel locale è troppo facile sfuggire ad eventuali controlli: basta salire una rampa di scale e si accede a un circolo privato. E allora il Comune lo chiude, dichiarando la decadenza della Scia (Segnalazione certificata di inizio attività). Destinatario dell’ordinanza firmata dal segretario generale del Comune, Rita Ciardelli, è Manuel Filippone, titolare del ristorante-pizzeria “Era Ora” di via Vico a Empoli. La vicenda ruota attorno a un “disimpegno”, che per la legge ha una porta e una rampa di scale di troppo. Il locale si trova al piano terra dell’immobile, mentre al primo piano ha sede un circolo privato. A mettere fuorilegge il ristorante-pizzeria è un disimpegno che si trova in angolo, a sinistra dell’ingresso. Nella piccola stanza ci sono quattro porte: quella di accesso, due dei bagni (uomini e donne), una che dà sull’esterno (e qui c’è la prima irregolarità); sulla destra, invece, ci sono le scale, che portano al circolo privato (che peraltro non effettua somministrazione di cibo e bevande).

Ebbene, nel corso di un sopralluogo avvenuto nel novembre scorso, la polizia municipale dell’Unione aveva contestato al titolare del bar questa situazione, che di fatto infrange il cosiddetto “requisito della sorvegliabilità”, regolato da un decreto ministeriale del 1992. In buona sostanza - in queste condizioni - una persona che si trova all’interno della pizzeria, in caso di un controllo da parte per esempio delle forze dell’ordine, potrebbe sfuggire semplicemente uscendo dalla porta che dà sull’esterno e che si trova nel disimpegno, oppure “rifugiarsi” nel circolo privato. Gli agenti della polizia municipale hanno notificato una diffida al titolare di “Era Ora”, invitandolo a fare gli interventi necessari per sanare la situazione» (per esempio murando la porta che dà sull’esterno e studiando un altro accesso al circolo. Il 25 marzo la polizia municipale è tornata in via Vico, ma «nella relazione - si legge nell’ordinanza - è emerso che non erano stati realizzati gli interventi per ripristinare il requisito della sorvegliabilità e che, comunque, la messa in opera del cordone sulle scale (che può essere facilmente scavalcabile, ndr) non è sufficiente a soddisfare tale requisito». Di conseguenza è scattata la chiusura definitiva dell’attività.

 

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