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Il Casato fondato dal partigiano dona soldi ad Astro
VINCI. Una storia straordinaria che vede fra i vari beneficiari del Casato Soldi anche Astro (associazione per il sostegno terapeutico e riabilitativo in oncologia), destinataria di una donazione di...
VINCI. Una storia straordinaria che vede fra i vari beneficiari del Casato Soldi anche Astro (associazione per il sostegno terapeutico e riabilitativo in oncologia), destinataria di una donazione di 3mila e 500euro per l'attività di musicoterapia rivolta alle donne operate di tumore al seno.
La consegna della donazione è avvenuta all'agriturismo Isola verde di Cerreto, alla presenza di amministratori locali e del chirurgo senologo del Centro Donna di Empoli Claudio Caponi. La donazione è frutto di un impegno dell'assemblea del Casato Soldi nell'ambito della Banca del Natale, nata nel 1951 come Fondo di assistenza per le particolari necessità di chi fa Soldi di cognome e suoi stretti familiari. Fra i 430 soci di Astro le sorelle Falorni (Roberta, scomparsa prematuramente per un male incurabile, e Francesca) siano figlie di Adriana Soldi, un'energica donna di 78 anni che vive in località Sant'Ansano di Vinci. Ed è grazie al cognome di Adriana e dei suoi otto fratelli, che fanno parte del Casato Soldi, che Astro ha così potuto beneficiare di un simile dono consegnato al suo presidente Paolo Scardigli dal segretario del Casato Paolo Soldi.
Il 23 aprile 1945, sul finire del secondo conflitto mondiale, una piccola colonna di soldati tedeschi venne a trovarsi isolata tra Cremona e Brescia in una zona brulicante di partigiani. Lungo le rive del fiume Oglio, sbucò un giovane, disarmato, agitando un fazzoletto bianco. Era un partigiano, capo del servizio informazioni di una brigata apolitica. Chiese di parlare all'ufficiale tedesco e dette la sua parola d'onore che, se avessero gettato le armi, avrebbero avuto la vita salva. Voleva evitare un inutile spargimento di sangue. L'ufficiale tedesco, invece, gli puntò nella schiena il fucile mitragliatore e si servì del partigiano come scudo, promettendogli che appena fuori pericolo lo avrebbe ucciso. Camminarono per alcuni chilometri, poi, l'ufficiale tedesco chiese il suo nome ed egli rispose con fierezza: "Soldi, Fiorino Soldi". L'ufficiale, proseguì ancora un pezzo in silenzio, divenne malinconico e a bassa voce gli disse a un tratto che sua madre, di origine italiana e morta da quattro anni, si chiamava Soldi. Dopo qualche ora di marcia, i tedeschi uscirono dalla zona controllata dai partigiani. L'ufficiale diede l'alt. Rimase un istante pensieroso, poi, in italiano disse "Vattene Soldi. Heraus". Fiorino si buttò all'impazzata per i campi, raggiunse i suoi compagni e non dimenticò più quella inverosimile e terribile avventura di guerra. Quel cognome significava per lui "libertà". Decise di far nascere il Casato Soldi (che oggi conta 30.000 persone), per riunire tutti coloro che nel mondo portavano quel cognome, perché fosse fonte di solidarietà e di fraternità all'insegna del valore della famiglia. E non si contano le opere benefiche, non solo in Italia: in Argentina, in India, in Burundi, ovunque ci sia una richiesta di aiuto di una famiglia Soldi.
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