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Empoli

Pochi giovani e troppo voucher

Il futuro del tessile è denso di nubi. A preoccupare, infatti, non è solo il primo trimestre dell'anno. Quanto il futuro stretto tra mancato rinnovamento generazionale, tenuta aziendale e forme di...

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Il futuro del tessile è denso di nubi. A preoccupare, infatti, non è solo il primo trimestre dell'anno. Quanto il futuro stretto tra mancato rinnovamento generazionale, tenuta aziendale e forme di lavoro che non garantiscono più qualità e professionalità. Proprio a tal proposito anche nelle aziende dell'abbigliamento e delle calzature sta abbondando il ricorso ai voucher per pagare le prestazioni occasionali. «Prestazioni che, però, molto spesso occasionali non sono - tuona Silvia Mozzorecchi della Filctem Cgil - e che mascherano situazioni border line. Purtroppo il boom dei voucher che c'è stato in altri comparti ha interessato anche il nostro. C'è una massa di lavoratori che beneficiano di ammortizzatori sociali e ai quali è possibile pagare delle prestazioni fino a 3mila euro annui. Se la cosa diventa strutturale, come sta avvenendo, diventa un problema ulteriore. Ci avevano detto che con la riforma del mercato del lavoro avrebbero eliminato il lavoro precario, ma in realtà tutte le forme di contratto a termine sono rimaste e in più stiamo assistendo a questo nuovo fenomeno che prefigura scenari ancora peggiori. Nella maggior parte delle aziende tessili manca un ricambio generazionale. Non ci sono giovani e ciò, in qualche modo, preclude la possibilità di agganciare la ripresa e di ripartire. Il problema esiste, ma in questo momento , causa la crisi e tutte le conseguenze che sta producendo, non si riesce ad affrontarlo».

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